Domani come da calendario sarà estate, il pallone di serie C ha smesso di rotolare sabato scorso con il successo e la relativa promozione del Cosenza dell’ex nerazzurro Piero Braglia nella finale giocata allo stadio “Adriatico Giovanni Cornacchia” di Pescara contro la Robur Siena. Mentre a Pisa è tempo di riflessioni su quello che sarà il tecnico a guidare i nerazzurri la prossima stagione, nelle altre piazze come di consueto regna l’incertezza totale. Alcuni club rischiano di non iscriversi: il Pro Piacenza sembra la squadra ad avere minori possibilità a partecipare al prossimo torneo di terza serie, il proprietario del club rossonero ha deciso di lasciare e nessuno sembra intenzionato a rilevare la piccola società emiliana. Stesso discorso a Cuneo, a Bassano il presidente Stefano Rosso trasferisce il club a Vicenza liberando di fatto un posto.

La lunga lista comprende anche la Reggiana, dove il patron Piazza ha fatto sapere di voler lasciare. A questo si aggiunge le difficoltà di alcune squadre neopromosse di reperire l’impianto dove giocare le gare del prossimo campionato. Su tutte l’Albissola che ancora non ha trovato un impianto idoneo, mentre il Rezzato giocherà al “Silvio Piola” di Novara. I ripescaggi vedono le squadre retrocesse avere delle penalizzazioni maturate nella scorsa stagione che non gli permettono di ambire al ripescaggio. Mentre sono poche le squadre della serie D ad avere i requisiti – in particolare i 350 mila euro della fidejussione- per poter partecipare alla prossima stagione nei professionisti. Allora spazio per le tanto reclamizzate seconde squadre, sembravano essere due o tre i club a poter iscriversi. Ma è di oggi la notizia che almeno sei club chiederebbero di posticipare la riforma.

Insomma sembra esserci il consueto minestrone di tutti gli anni con situazioni difficili da affrontare, e il numero di 60 squadre da ammettere al campionato 2018-19 difficile da raggiungere. La speranza è che almeno non si possano ripetere casi dello scorso anno di Modena, Vicenza e Arezzo.