Si è svolto ieri sera alla libreria Roma nel centro di Pontedera la presentazione del libro “Viaggio nel paese Bunker“, in cui l’autore Federico Giuliani racconta la sua esperienza vissuta in Corea del Nord in un viaggio effettuato dal 5 al 22 agosto scorso. La serata ha visto l’introduzione dello storico Nicola Sgueo, che ha inquadrato la situazione del paese a livello storico e geografico contestualizzando la realtà di cui si parlava. Giuliani è nato a Pescia, in provincia di Pistoia, nel 1992. Nel 2014 ha conseguito la laurea triennale in Comunicazione, Media e Giornalismo presso la Facoltà di Scienze Politiche «Cesare Alfieri» di Firenze. Nel medesimo ateneo si è specializzato in Strategie della Comunicazione Pubblica e Politica nel 2016 con una tesi sul sistema politico della Corea del Nord. È iscritto all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti della Toscana e, tra le varie esperienze giornalistiche, ha effettuato uno stage con la redazione fiorentina di «Repubblica».

Molte le curiosità di fronte ad una persona che è andata in un paese per molti considerato “off limits”, dalle sue parole però traspare un grande rispetto e attenzione verso la cultura orientale, e lo smantellamento di qualche luogo comune. Due domande che possono nascere sono: perchè andare in Corea e le difficoltà incontrate per andarci, la sua risposta può sorprendere: ” Andare in questo paese è più facile di quello che si possa credere, certo io ci sono andato in qualità di giornalista pubblicista e quindi c’è stato un iter burocratico da seguire. Non dimentichiamoci, che è un paese in guerra, anche se sono stati passi in avanti verso la pace in questi ultimi mesi, quindi è ovvio che loro si prendono le loro precauzioni. Andare in questo lontano paese asiatico è frutto di una curiosità partita dal 2010 quando parteciparono ai mondiali del 2010 in Sudafrica. Lentamente ho voluto conoscere la cultura e la loro mentalità”.

Quindi il suo viaggio ha prodotto l’abbattimento di qualche luogo comune : ” Parto con il dire che in Asia esiste la dittatura in tutti i paesi, frutto della loro storia e quindi una democrazia come pensiamo noi in occidente non sarebbe possibile. Il mio viaggio mi ha fatto capire come la gente sia sorridente e aperta, è possibile fare i turisti ed è un paese molto tranquillo, contrariamente di ciò che accade in altre parti del mondo. La sensazione che traspare e di un rapporto fideistico con chi li amministra, è visto come una sorta di Dio in terra. In questo libro attraverso 107 pagine ho cercato di spiegare tutto questo, poi ognuno si farà la sua idea. Non voglio dire che il sistema che vige in Corea del Nord sia buono o cattivo, il mio obiettivo è di fotografare la realtà”