L’1 marzo, l’illegittima detenzione di Patrick George Zaky è stata prolungata di altri 45 giorni.

Uno stillicidio che perdura da ormai oltre un anno, ossia dal 7 febbraio 2020, quando lo studente dell’Università di Bologna fu fermato all’aeroporto de Il Cairo, dove aveva fatto ritorno per una breve vacanza nel suo paese. Da allora è nelle mani del regime di al-Sisi, che lo detiene nel carcere di massima sicurezza di Tora, nella quasi totale indifferenza da parte dell’Italia che, a parte qualche dichiarazione di circostanza, continua imperterrita a portare avanti i suoi rapporti economico-commerciali con l’Egitto, compresa la vendita di armamenti.

Con lo scopo di tenere alta l’attenzione sulla vicenda, lo scorso 10 dicembre il consiglio comunale ha approvato una mozione chiedendoLe di assegnare la cittadinanza onoraria a Zaki. Un atto simbolico che molti enti locali stanno compiendo in queste settimane, primo fra tutti il comune di Bologna, la città dove il giovane vorrebbe tornare a studiare.

Lo scorso 3 febbraio si è conclusa l’istruttoria nella commissione consiliare, che alla unanimità ha deciso per il conferimento di questo riconoscimento allo studente egiziano. Ad oggi però è trascorso un mese e l’atto di assegnazione della cittadinanza onoraria non è ancora stato portato a termine dalla giunta.

Con questa lettera aperta la sollecitiamo a procedere rapidamente, nel rispetto della volontà del consiglio comunale, in modo tale che la nostra città possa unirsi a questa catena di solidarietà e sostegno alle richieste di immediata scarcerazione di Zaki.

Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista – Pisa Possibile