Di questi tempi, un anno fa, si viveva il lockdown per fronteggiare la prima ondata della pandemia da Covid-19. È l’occasione per dare spazio a chi quel periodo lo ha vissuto sul territorio e fra le persone, intercettandone i bisogni e dando il via a un impegno che prosegue anche in questa cosiddetta terza ondata.

L’amministrazione comunale di San Giuliano Terme, la Zattera, l’Osservatorio sulle povertà e della solidarietà del Comune, le associazioni della Consulta del volontariato, il sistema di Protezione Civile comunale (tra Sava di Asciano, Pubblica Assistenza di Pisa e Croce Rossa Italiana comitato di Pontasserchio), il mondo della scuola e altri ancora hanno messo in piedi l’organizzazione per fronteggiare gli effetti delle prime “chiusure” sulla comunità, concentrando la propria attenzione sulle situazioni di fragilità.


Da quel 9 marzo abbiamo iniziato le nostre riunioni in Comune coi mezzi che avevamo a disposizione – fanno sapere -. Abbiamo attivato le misure di emergenza sia sul piano sanitario sia sul piano sociale, economico che formativo. Da subito, quindi non appena compresa la gravità della situazione, ci siamo coordinati per dividerci i compiti e metterci al servizio della cittadinanza, facendo in questo modo fronte ai bisogni emergenti. Nella prima settimana abbiamo toccato con mano l’importanza degli strumenti online, diventati centrali nella vita di ciascuno, se usati correttamente. E quindi abbiamo organizzato i primi interventi sulla distribuzione mascherine, sul fare e portare le spese alimentari e farmaceutiche alle persone sole e in difficoltà. Fino al rilancio di un ascolto mirato per tutti, in particolar modo per famiglie, minori e anziani”.

“Quindi abbiamo iniziato a vederci su piattaforme e chat ogni settimana – proseguono -. L’Osservatorio, composto da Caritas, Pubblica Assistenza, Croce Rossa Italiana, Polisportiva Sangiulianese, Bagni Crea, servizio sociale, Zattera e tutti gli assessori con delega al sociale, lavorava a pieno regime e non si è mai fermato, dando conferma di un tessuto associativo molto forte e presente. Il movimento di solidarietà territoriale ha visto la nostra partecipazione anche nel campo del sostegno alimentare, dai pacchi spesa fino ai buoni del Comune finanziati anche dallo Stato ad aprile e maggio rete di prossimità e il sostegno alle persone sole e in difficoltà. Se nessuno è rimasto indietro è stato proprio grazie alla qualità della rete territoriale solidale. A mano a mano che i giorni e le settimane passavano, ci siamo resi conto che stava esplodendo un mondo che forse era solo in bilico sul baratro della povertà: basti pensare che fra aprile e maggio sono state effettuate 540 domande per i  buoni spesa e sono stati consegnati 140 pacchi alimentari. Un numero importante per un territorio che non è mai stato toccato da una povertà cosi significativa. A preoccupare tanto sono state le famiglie giovani, con bambini. Padri e madri che vivendo già di precarietà e di lavoro saltuario sono stati colpiti duramente da una situazione inedita e improvvisa. Gli anziani e le anziane che vivevano da soli e che non potevano essere raggiunti dalle loro famiglie hanno percepito maggiormente la loro fragilità e la loro vulnerabilità proprio per la mancanza dei loro cari, alimento importante delle loro giornate.

L’Osservatorio, il Comune e la Zattera hanno voluto provare a riconnettere i fili di un territorio fatto di diverse frazioni anche molto diverse fra loro, facendosi costruttori di ponti. Anche una chiacchierata al telefono ha fatto molto, ne abbiamo avute diverse prove. Questi lunghi mesi sono passati intensamente, dove i sentimenti e le curve epidemiche hanno oscillato come un sismografo, alti e bassi, discese e risalite, paure e speranze. Ma l’impegno prosegue anche in questa terza, e speriamo ultima, ondata: noi ci siamo”.