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Di seguito il comunicato:
«La “riqualificazione” di Via Roma? Un bluff costoso e pericoloso per i cittadini. Stalli per i motorini realizzati su un avvallamento stradale e, dopo 48 ore, rimossi perché, come da nostra segnalazione, ritenuti pericolosi; lavori frettolosi in vista della festa del patrono e parcheggi selvaggi a tutte le ore del giorno» fa sapere Uniti per Calci, che sottolinea: «Oltretutto in quindici anni sono stati spesi oltre 500.000 euro per meno di 200 metri di strada e la giunta calcesana ha l’ardire di parlare di Via Roma come di una “nuova vita per il centro del paese”!!!
Un bluff, insiste Uniti per Calci, che l’Amministrazione prova a spacciare come un successo, ma che la realtà quotidiana smentisce clamorosamente. «Il lotto di lavori appena concluso in via Roma» scende nei dettagli il capogruppo Serena Sbrana «non ha nulla a che vedere con l’altro che va dalla stazione dei carabinieri alla Certosa. Basti pensare alle asfaltature e alle panchine: non c’è alcun filo conduttore che dia unità alla principale strada del paese. Altro che riqualificazione dell’asse Certosa-Pieve: siamo di fronte a interventi che frammentano, anziché collegare».
Ma la stoccata più forte arriva da Sbrana per quanto riguarda le soste selvagge e il caos quotidiano: «Dopo anni di buche, toppe e disagi il risultato qual è? Una strada trasformata in un parcheggio a cielo aperto, pericolosa per i cittadini e i turisti. A qualsiasi ora del giorno e della notte decine di auto sostano sul percorso pedonale, impedendo il passaggio a persone e passeggini, creando una barriera insormontabile a chi ha disabilità o ridotta mobilità. Di fronte a questo, assistiamo al totale disinteresse dell’Amministrazione, che per bocca del suo assessore ai lavori pubblici si dimostra anche del tutto insensibile verso le persone con disabilità. È gravissimo, infatti, che l’assessore Valentina Marras parli dei percorsi tattili come di “piccole lavorazioni di dettaglio”, per altro ancora da eseguire. Quei percorsi dovevano essere prioritariamente realizzati nei quattro mesi dall’inizio dei lavori, come il resto delle opere. Non sono assolutamente dettagli come da lei definiti, bensì strumenti fondamentali per garantire autonomia e sicurezza alle persone non vedenti».
Infine Sbrana torna sulla nota dolente del parcheggio selvaggio: «La questione non riguarda soltanto le auto, ma anche biciclette, motorini e moto, che vengono sistematicamente parcheggiati negli spazi destinati ai pedoni, appoggiati alle fioriere o dentro le aree definite “riqualificate”. Ma di quale decoro e di quale sicurezza parla l’amministrazione Ghimenti? Basta fare due passi lungo Via Roma per rendersi conto che vige il caos totale: un vero e proprio far west. L’amministrazione esulta e si autocelebra, ma i cittadini si trovano a vivere un’opera scollegata, costosa e già compromessa dalla sosta selvaggia: l’ennesima vergogna».