Pisa SC, la luce si è spenta: tre indizi fanno una crisi. Gilardino e il rebus della “iperperformance”

Non è la sconfitta con l’Inter a preoccupare, quella rientrava nel novero delle cose possibili. Sono i passi falsi successivi a far suonare l’allarme rosso all’ombra della Torre. Il Pisa Sporting Club esce con le ossa rotte dal doppio scontro diretto contro Parma e Lecce, complicando maledettamente una classifica che, alla 15ª giornata, inizia a farsi scivolosa e preoccupante.
​La caduta al “Via del Mare”, decisa dalla rete di Stulic, non è solo una sconfitta numerica (la terza consecutiva), ma un colpo psicologico. Se contro i campioni d’Italia ci si poteva appellare al divario tecnico, contro ducali e salentini i nerazzurri hanno mostrato una fragilità disarmante proprio nelle gare cerchiate in rosso sul calendario. Erano sfide da “sei punti”, sono diventate zero.

A fare più rumore del risultato, però, sono le parole di Alberto Gilardino. Il tecnico, solitamente misurato, ha rilasciato dichiarazioni che sanno di amara presa di coscienza. Dire che la squadra ha “iperperformato” nella prima parte di stagione è un concetto forte, quasi un’autoaccusa involontaria al progetto tecnico.
​Cosa intende Gilardino? In gergo analitico, significa ammettere che i punti raccolti finora erano frutto di episodi favorevoli o momenti di grazia individuali, superiori al reale valore statistico e tecnico espresso dal gruppo. In parole povere: abbiamo fatto più di quanto le nostre gambe e la nostra qualità ci permettessero. Ora che l’incantesimo è finito, la realtà presenta il conto sotto forma di limiti strutturali.
​Ancora più allarmante, per una squadra arrivata quasi al giro di boa, è la confessione del tecnico di non aver ancora trovato gli uomini su cui puntare. Alla 15ª giornata, non avere uno zoccolo duro o una gerarchia definita non è più un esperimento, è confusione. Cambiare interpreti continuamente denota la mancanza di certezze, e una squadra che deve salvarsi ha bisogno di certezze come dell’ossigeno.

Il calendario ora non offre sconti. All’orizzonte c’è la Juventus: una sfida sulla carta proibitiva dove strappare punti sarebbe un miracolo sportivo. Ma il vero crocevia della stagione nerazzurra è fissato nella trasferta di Cagliari.
​Se con la Juve servirà l’orgoglio per evitare imbarcate, in Sardegna non ci saranno appelli: quella contro i rossoblù diventerà una finale anticipata. Lì si vedrà se il Pisa ha ancora la forza di smentire il suo allenatore e dimostrare che quella “iperperformance” non era un caso, ma il vero volto di una squadra che non vuole arrendersi alla retrocessione.