Comunicato Giovani Democratici Pisa sui tagli alla scuola

Non è una questione tecnica. È una scelta politica. E anche piuttosto chiara.

Il governo ha deciso di commissariare quattro Regioni – Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna – colpevoli di non essersi piegate al dimensionamento scolastico imposto dall’alto. Quattro Regioni guidate dal centrosinistra. Coincidenze, dicono. In realtà è un messaggio: il dissenso istituzionale non si discute, si rimuove.

Il pretesto è sempre lo stesso: il Pnrr, le scadenze europee, i numeri. Ma quei numeri sono contestati, costruiti senza tener conto delle specificità territoriali, delle aree interne, delle scuole come presidi sociali prima ancora che amministrativi. Le Regioni hanno chiesto un confronto, un riconteggio, una revisione seria. La risposta è stata il commissariamento.

Così si procede con accorpamenti forzati, autonomie scolastiche cancellate, dirigenti caricati di responsabilità ingestibili, comunità scolastiche smembrate. Non una riforma per migliorare la qualità dell’istruzione, ma un’operazione di taglio lineare mascherata da efficientamento. La FLC CGIL lo dice chiaramente: è una sottrazione di risorse alla scuola pubblica, non un investimento.

Quello che colpisce è il metodo. Quando una Regione prova a difendere la scuola come bene comune, come infrastruttura democratica e non come centro di costo, diventa un ostacolo da rimuovere. La “leale collaborazione” evocata a parole viene cancellata nei fatti. L’autonomia vale solo se non disturba.

Il Pnrr, che dovrebbe servire a ridurre i divari, viene usato come clava per imporre decisioni centralistiche e punitive. Non per rafforzare la scuola, ma per piegarla. Non per ascoltare i territori, ma per commissariarli.

Difendere le scuole, soprattutto nei contesti più fragili, non è sabotare il Paese. È prendersene cura. E trasformare questa difesa in una colpa da punire dice molto di come questo governo concepisce la democrazia, il dissenso e il futuro dell’istruzione pubblica. Siamo a fianco di Regione Toscana, col Presidente Giani e l’assessora Nardini, in questa battaglia.