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Di seguito il comunicato stampa di Bulleri (FdI Pisa): “Mazzeo ci risparmi la solita stucchevole propaganda. La sinistra elude da anni il nodo dell’immigrazione e oggi ne paghiamo le conseguenze”
La petizione diffusa in questi giorni da un gruppo di genitori del Liceo scientifico Dini di Pisa arriva mentre l’Italia intera è scossa dalla tragica morte dello studente straniero a La Spezia, ucciso a scuola da un compagno anch’esso straniero. Un fatto gravissimo che ci impone di affrontare questo tema con misura, rispetto e serietà.
Il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo invece, partendo dalla petizione, sceglie ancora una volta la strada dell’attacco ideologico al Governo e al sindaco di Pisa Michele Conti, accusandoli di non aver fatto quanto necessario sicurezza. Un copione prevedibile, costruito su richiami generici ai servizi sociali e a nuove risorse economiche, che parla alla paura dei cittadini, ma evita accuratamente di affrontare le cause profonde del problema e di evidenziare le responsabilità -ben chiare e che vengono dai governi del passato- della sua genesi.
Da decenni, infatti, l’Italia vive un fenomeno migratorio di vasta portata. Per decenni la sinistra, di cui Mazzeo è esponente di primo piano, ha sostenuto che l’accoglienza fosse un dovere morale assoluto e che i confini non avessero alcun significato. Un’impostazione forse nobile nelle intenzioni, ma rivelatasi nei fatti insostenibile per la vita quotidiana dei cittadini e per la tenuta sociale delle nostre città.
Il centrodestra, al contrario, ha sempre cercato di contrastare questa visione, proponendo regole, limitazioni, controlli e responsabilità. La legge Bossi-Fini, nel suo impianto originario, andava in questa direzione, prevedendo anche il rimpatrio per chi commetteva reati. Quell’impianto è stato progressivamente svuotato dalla magistratura, mentre ogni tentativo di rafforzare il controllo, dai CPR alle politiche di rimpatrio, è stato demonizzato e ostacolato.
E così oggi raccogliamo il frutto di anni di gestione ideologica dell’immigrazione, spesso trasformata in un sistema opaco di interessi e finanziamenti, più attento ai numeri che all’integrazione reale e alla sicurezza. Le violenze che si registrano anche a Pisa, così come in altre città, non sono episodi isolati, ma segnali di un disagio profondo che questa sinistra non può più negare.
Gli amministratori locali virtuosi, come il sindaco Conti, hanno operato nei limiti dei poteri concessi dalla legge: controlli, riqualificazione delle aree degradate, riappropriazione degli spazi, attenzione al decoro e alla legalità. Ma è evidente che il problema ha dimensioni molto più vaste e affonda le radici in scelte politiche profondamente sbagliate, portate avanti per anni e mai davvero messe in discussione dalla sinistra.
Basta propaganda. Basta usare tragedie e paure per attaccare chi governa. Serve finalmente un confronto serio e onesto su sicurezza, scuola e immigrazione, mettendo al centro i cittadini, il rispetto delle regole, la possibilità di punire davvero, anche con i rimpatri forzati, gli irregolari che delinquono, e il diritto di vivere in comunità sicure. Fratelli d’Italia lo ha fatto appena è arrivato al governo Meloni, sia a Roma che a Pisa, senza ipocrisie e senza sconti.