Angelo Corbo, a Terricciola L’incontro Con L’agente Di Scorta Sopravvissuto Alla Strage Di Capaci

Sono passati più di trent’anni da quel 23 maggio 1992, quando l’autostrada all’altezza di Capaci si sollevò in un’esplosione che cambiò per sempre la storia d’Italia. In quel boato morirono il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.

Uno dei sopravvissuti è Angelo Corbo, all’epoca ventisettenne, il più giovane degli agenti della scorta. Sedeva nella Fiat Croma azzurra che seguiva l’auto del giudice, con il compito di controllare la parte posteriore. Accanto a lui Gaspare Cervello e Paolo Capuzza – anche loro sopravvissuti – e nell’altra auto, Giuseppe Costanza, autista giudiziario di Falcone.

L’evento

Corbo sarà protagonista dell’iniziativa – patrocinata dal Comune di Terricciola e organizzata da Libera, in collaborazione con l’associazione culturale Grappolo d’oro e Aiutiamo chi aiuta – in programma venerdì 6 febbraio alle 21:15, al Teatro DiVino-Tommaso Gherardi del Testa, in via Pozzuolo 6 a Terricciola.

Una riflessione lucida e dolorosa

A condurre la serata sarà Claudio Terreni, fondatore e referente del presidio Libera del Comprensorio del Cuoio e della Val d’Era, che – insieme a Francesca Cioni – proporrà una ricostruzione essenziale e intensa della strage, con video e letture dedicate ai minuti che hanno segnato uno spartiacque nella coscienza civile del Paese.

Al centro dell’incontro, la testimonianza diretta di Angelo Corbo e la presentazione del suo libro “STRAGE DI CAPACI. Paradossi, omissioni e altre dimenticanze”, un’opera che indaga non solo i fatti, ma le ferite interiori, i punti irrisolti, le domande ancora aperte.

Il valore della testimonianza

Oggi Angelo Corbo porta questa storia nelle scuole e nelle città d’Italia. Incontra soprattutto i giovani, ricordando che la legalità non è un concetto astratto, ma una responsabilità quotidiana, una scelta che chiama ciascuno a fare la propria parte.

Le parole del sindaco

“Avere a Terricciola la testimonianza di Angelo Corbo – afferma il sindaco Matteo Arcenni – significa portare nella nostra comunità una pagina che ha segnato profondamente la storia repubblicana. Non si tratta solo di ricordare, si tratta di capire, ascoltare e trasformare la memoria in impegno. Come amministrazione crediamo che incontri come questo aiutino soprattutto i nostri ragazzi a scegliere la strada della legalità ogni giorno. Grazie a Angelo Corbo per il suo coraggio e grazie alle associazioni che, con sensibilità e competenza, hanno organizzato questa serata”.

Le parole di Paolo Zappini di Aiutiamo chi aiuta di Terricciola

Paolo Zappini di Aiutiamo chi aiuta di Terricciola ha voluto raccontare com’è nata l’iniziativa: “Eravamo al pranzo del 4 novembre a Morrona, proposi al sindaco Matteo Arcenni questo evento, mi stupii che ancora prima che finissi di parlare, aveva già segnato la data. Io è vent’anni che abito a Terricciola ma un’amministrazione e in particolare un sindaco così aperto e disponibile con i cittadini su tutte le tematiche non l’avevo mai visto. È la dimostrazione che questo è un Comune che sa ascoltare e che sostiene con prontezza le iniziative legate alla memoria e alla legalità.”

Un invito alla comunità

L’appuntamento è aperto alla cittadinanza, alle famiglie e soprattutto ai giovani. Perché ricordare è un modo per scegliere ogni giorno da che parte stare.