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Sarà sull’indimenticabile Giorgio Gaber il primo spettacolo della stagione teatrale 2026 di Molina mon amour. Fabrizio Bartelloni e Maurizio Bigongiali saliranno sul palco del Magazzino di Antonio proponendo al pubblico un “viaggio sentimentale nel mondo del signor G” attraverso la vita e l’opera dell’artista, scritto e interpretato dai due autori pisani.
Appuntamento a sabato 7 marzo 2026 a partire dalle 20 con la cena a buffet. A seguire, alle 21.30, lo spettacolo. Prenotazione obbligatoria al 379 1913131 (solo WhatsApp). Il Magazzino di Antonio è a Molina di Quosa (PI) in piazza Martiri della Romagna 26.
La scheda dello spettacolo
“Far finta di essere Gaber. Tra musica e parole, un viaggio sentimentale nel mondo del Signor G” è uno spettacolo dedicato all’immortale Signor G diverso dai numerosi tributi e omaggi che gli sono stati dedicati dal 2003, anno della sua morte, a oggi. Nato dall’incontro tra un giurista con il vizio delle parole e un musicista scopertosi cantautore nella piena maturità, mescola infatti una cornice narrativa – che nel linguaggio contemporaneo potrebbe essere definita storytelling – con una linea musicale che fa da contrappunto allo svolgersi del racconto. Senza l’ardire di “trasformarsi” in cloni di Gaber e tentare l’inaccessibile ascesa alla vetta delle sue performance teatrali, Bartelloni e Bigongiali scelgono così una strada panoramica che guida lo spettatore in un viaggio sentimentale attraverso la vita e l’opera dell’artista milanese, con particolare attenzione a quel teatro-canzone di cui, insieme al pittore viareggino Sandro Luporini, è stato di fatto l’inventore. Dopo una breve introduzione riservata al debutto e all’affermarsi di Giorgio Gaber come musicista, cantautore e personaggio televisivo a partire dalla fine degli anni cinquanta, lo spettacolo si articola così in una anomala retrospettiva, realizzata per accumulazione di racconti, monologhi e musica, delle opere per prosa e canzoni che Gaber e Luporini hanno realizzato insieme dal 1970 alla morte del Signor G. Tra spunti, citazioni, brani, digressioni e “piccoli spostamenti del cuore”, i due attraversano così quarant’anni di storia italiana, restituendo al pubblico lo sguardo, ora impegnato e ora dissacrante, ora introspettivo e ora caustico, di una coppia artistica che ha lasciato una traccia indelebile nell’universo culturale, prima ancora che in quello dello spettacolo, del nostro Paese.