Dario Rollo: Comunicato stampa relativo alla nomina del nuovo presidente di Geofor

L’elezione del nuovo presidente di Geofor conferma una verità che i cittadini conoscono bene: quando si tratta di nominare i vertici delle società partecipate, destra e sinistra finiscono spesso per utilizzare gli stessi criteri, privilegiando appartenenze politiche ed equilibri tra partiti rispetto a una reale selezione fondata sul merito e sulle competenze.

Nelle ultime settimane abbiamo assistito all’ennesimo scontro tra centrodestra e centrosinistra. Da una parte il Comune di Pisa e gli altri soci di centrodestra hanno sostenuto che, in ragione della maggiore quota societaria detenuta, spettasse a loro esprimere la guida dell’azienda. Dall’altra il centrosinistra ha rivendicato il peso dei Comuni che rappresentano il maggior numero di cittadini serviti dal sistema di raccolta e gestione dei rifiuti.

Argomentazioni differenti che portano però alla medesima conclusione: entrambe le parti rivendicano il diritto di scegliere sulla base di rapporti di forza politici, non attraverso procedure realmente aperte e trasparenti.

“Il problema non è il nome del presidente nominato oggi o di chi avrebbe potuto essere nominato al suo posto. Il problema è il metodo”, dichiara Dario Rollo, consigliere comunale di opposizione a Cascina. “Da anni assistiamo a una gestione delle partecipate che segue logiche politiche. Cambiano le maggioranze, ma il meccanismo resta sempre lo stesso”.

Del resto, anche la nomina dell’avvocato Giulia Palagini durante il primo mandato dell’amministrazione Conti fu il risultato degli equilibri interni alla maggioranza di governo dell’epoca e rappresentò una precisa espressione politica di quella coalizione. Per questo sorprende che oggi qualcuno voglia presentare la vicenda come uno scontro tra chi difende la politica e chi difende la competenza. La realtà è che entrambe le parti hanno sempre utilizzato gli stessi strumenti quando si è trattato di occupare posizioni di vertice.

Per quanto riguarda il neo presidente, è altrettanto evidente che il suo percorso professionale negli ultimi anni sia stato caratterizzato da incarichi ottenuti attraverso scelte e nomine di natura politica. Una considerazione che non riguarda le qualità personali del nominato, ma che dimostra ancora una volta quanto sia sottile il confine tra amministrazione e appartenenza politica nel sistema delle partecipate.

E, volendo trovare un aspetto ironicamente positivo in questa vicenda, si può osservare che almeno si è liberato un posto all’interno del Comune di Cascina. Una circostanza che potrebbe contribuire a ricomporre qualche equilibrio interno al centrosinistra cascinese. Del resto, quando una poltrona si libera, c’è sempre qualcuno pronto a occuparla. Naturalmente nel superiore interesse pubblico e, come sempre, con risorse pagate dai cittadini.

“Le partecipate gestiscono servizi essenziali e dovrebbero essere guidate attraverso criteri di competenza, esperienza e risultati verificabili”, conclude Rollo. “Fino a quando prevarranno le logiche di appartenenza, sarà difficile convincere i cittadini che il merito venga davvero prima della politica”.