Per la rassegna ViviParco lo spettacolo  “Mi ricordo… San Rossore. Ogni luogo ha la sua memoria” 

Martedì 21 luglio, nell’ambito della rassegna ViviParco 2026, arriva a Villa Giraffa lo spettacolo “Mi ricordo… San Rossore. Ogni luogo ha la sua memoria” scritto e diretto da Massimo Corevi. In scena Atos Davini, Benedetta Giuntini, Athos Bigongiali, Filippo Del Gratta con le musiche dal vivo di Alfonso De Pietro

Un viaggio, attraverso parole, canzoni e musica, nella memoria che lega la fine della seconda guerra mondiale alla rinascita degli anni a seguire. Ispirato da racconti di Athos Bigongiali, la ‘versione’ dedicata a San Rossore (dopo le tappe in giro per la Toscana, cambiando ogni volta forma per raccontare il territorio e la comunità) si è arricchita questa volta del contributo di Antonio Giuntini, ‘storico’ di San Rossore, e dell’ascolto dei racconti degli anziani del posto.

Durante la prova generale dello spettacolo il regista, un attore, un’attrice, uno scrittore, e un musicista/cantante scandiscono e rammentano ricordi del passato e canzoni dell’epoca. Sono momenti struggenti, carichi di emozione, ma anche aneddoti spassosi e frammenti di vita che non appartengono solo ai protagonisti in scena ma, come per incanto, si fanno patrimonio di tutti. E gli spettatori rivivranno ricordi e momenti di vita vissuta e diventando, al tempo stesso, partecipi e protagonisti di un’esperienza collettiva di generazioni diverse.

Tanti gli aneddoti che emergeranno dalla memoria. 
A partire dalla storia stessa di Villa Giraffa: dalla metà del ‘600 e fino ai primi dell’’800 la Tenuta di San Rossore, che era di proprietà della Chiesa, fu affidata prima ai Medici poi ai Lorena per usi agropastorali, per esercitare la pesca sui fiumi (Arno, Serchio e Fiume Morto) e più che altro per la caccia con invitati di prestigio.  Quando venivano ospitate autorità straniere era uso che queste portassero dei doni e questi di solito erano piante o animali dei paesi di provenienza; spesso “esotici”. Dai dromedari alle antilopi e, sempre, anche una giraffa custodita proprio a Cascine Nuove nel luogo chiamato oggi Villa Giraffa.

Tra i personaggi che sono stati ospitati nella tenuta ci sono stati il musicista Franz Listz, pittori del calibro di Giovanni Costa o Giuseppe Pellizza da Volpedo e, come è noto, Gabriele D’Annunzio che con l’Alcyone dedicò a questo territorio passaggi importanti delle sue opere. Il Vate fu ingombrante perché non era molto gradito alla famiglia Reale, perciò, all’epoca fu compito di Carabinieri e Guardie il non farli mai incontrare.