Physical Address
304 North Cardinal St.
Dorchester Center, MA 02124
Physical Address
304 North Cardinal St.
Dorchester Center, MA 02124

Pisa–Fiorentina è stato il primo scontro salvezza del campionato dei nerazzurri. Non ce ne vogliano i cugini gigliati, ma l’attuale classifica e ciò che ha mostrato il campo in queste prime giornate hanno sentenziato questa visione. Gli uomini di Gilardino hanno imparato fin dalle prime battute di questo campionato che la Serie A è una categoria che non ammette errori, ed ogni errori si paga duramente. In quest’ottica gli scontri salvezza casalinghi vanno assolutamente vinti, per poter metter fieno in cascina, accontentandosi magari di un punticino fuori casa. Pisa che così esce con l’amaro in bocca dal derby con la Fiorentina. Un pareggio che lascia insoddisfatti i tifosi nerazzurri e desolante la classifica. Un pareggio che sta stretto alla truppa guidata da un monumentale Capitan Caracciolo, ma ai punti si vince nella boxe, non nel calcio in cui se non segni un gol più degli avversari puoi solo recriminare.
Gilardino in questa prima parte di campionato si è mostrato un allenatore molto preparato, capace di portare idee, variarle nel momento opportuno, e saper gestire al meglio un gruppo numeroso composto da molti giovani promettenti. I giovani nerazzurri schierati fino ad oggi stanno dimostrando una qualità degna della categoria. Categoria che probabilmente li vedrà protagonisti anche negli anni a venire, con o senza il Pisa. Qualità purtroppo bilanciata da una naturale inesperienza. Ed è qua che riteniamo sia giusto che subentri la tutela della società nei confronti dell’ottimo lavoro svolto ad oggi da parte dello staff tecnico e della professionalità dei giocatori.
Non crediamo nella malafede, altrimenti avremmo smesso di seguire questo sport da molti anni. Ma da decenni si parla nel calcio italiano di sudditanza psicologica come un cancro difficile da estirpare. Il Pisa da cenerentola della massima serie – d’altronde non può essere diversamente con i suoi 34 anni di assenza e la sua piccola, seppur passionale tifoseria – non può passare come vittima sacrificale che si accontenta dei soli complimenti avversari. E’ giusto che la squadra raccolga i frutti di ciò che semina e in caso di ostacoli extra-campo deve subentrare la forza societaria.
La cortesia piemontese del Presidente Giuseppe Corrado ad oggi non paga. Le sue riverenze nei confronti della tifoseria ospite hanno irritato i tifosi pisani e di certo non hanno ammaliato i fiorentini. Nella sua precedente vita imprenditoriale il Presidente Corrado ha mostrato grosse capacità nel saper stare seduto a certi tavoli e sicuramente è entrato nel mondo del calcio nel Pisa per poterci tornare in pianta stabile. Oggi ha ritrovato anche vecchi amici, conosciuti quando si occupava di cinema e attività dolciaria. Ma la tavola in cui si sono seduti è differente. Il mondo del calcio è un tavolo infame, dove dopo un’abbondante cena non si è mai sazi e si pronti ad “accoltellare” anche gli amici per una fetta di dolce più abbondante. Ed è qua che bisogna battere i pugni e gridare la propria presenza. Sembra stucchevole rivangare ancora i tempi di Anconetani. Ma il buon Romeo in quella tavola aveva imparato a farsi rispettare, senza paure o falsi salamelecchi. Il suo ricordo oggi non deve essere una culla dove rivangare dolci momenti, ma un bagaglio di esperienza da fruttare per imporre la nostra presenza nel calcio che conta. La Serie A non deve essere un premio di una stagione dopo anni di sofferenza, ma un fiore all’occhiello per una città conosciuta in tutto il mondo. Tante realtà, anche più piccole e meno importanti della nostra, son riuscite negli anni passati a tutelare questa categoria e a difenderla a denti stretti. Pisa non può essere da meno.