POC Cascina, il piano senza cittadini: futuro deciso senza confronto

Di seguito il comunicato stampa del gruppo “Valori e Impegno Civico Dario Rollo”

Il Piano Operativo Comunale (ex regolamento urbanistico) discusso in Consiglio è uno degli atti più importanti per il futuro di Cascina. Eppure, ancora una volta, l’amministrazione PD ha scelto di tirare dritto, senza coinvolgere davvero il territorio. “Non è una delibera qualsiasi – dichiara Dario Rollo, capogruppo di Valori e Impegno Civico e candidato sindaco di Libertà è Democrazia – ma lo strumento che stabilirà dove si costruirà, cosa si recupererà e come saranno organizzate mobilità, viabilità e spazi pubblici nei prossimi anni”. E allora la domanda è semplice: perché tutto questo è stato fatto senza i cittadini? Cascina è un territorio vasto, con 22 località anche distanti tra loro, e sarebbe stato naturale portare il confronto nelle singole frazioni. Invece no. “C’è stata una sola riunione pubblica, limitata al capoluogo. Una scelta che ha escluso intere comunità e reso la partecipazione una pura formalità”. Ma il problema non è solo il metodo. È il piano stesso. “Le decisioni prese, senza confronto, determineranno lo sviluppo di un territorio che oggi non viene messo nelle condizioni di attrarre investimenti e garantire una vera riqualificazione economica diffusa. Senza trasparenza, il rischio è uno solo: scaricare sui cittadini i problemi di domani”. Gravi criticità emergono anche sul fronte della viabilità, già oggi al limite: nelle commissioni sono stati segnalati problemi concreti sul piano del traffico, ma tutti i suggerimenti sono stati ignorati. “Si prevedono nuovi insediamenti senza adeguare la rete viaria. Il risultato sarà inevitabile: più traffico, più incidenti, più disagi quotidiani per cittadini e imprese”. Altro nodo pesantissimo è la sicurezza idraulica. Cascina è un territorio fragile, con un reticolo idraulico già in difficoltà di fronte a eventi meteorologici intensi. “Il piano non dà risposte su drenaggio e gestione delle acque. Mancano interventi strutturali come nuove casse di laminazione, necessarie per proteggere le aree più esposte. Così si aumenta il rischio invece di ridurlo”. Di fronte all’assenza totale di confronto, le forze di opposizione hanno fatto ciò che spettava loro: presentare emendamenti per migliorare il piano e far capire che sarebbe stato necessario un confronto con la città. Ma la risposta della maggioranza è stata chiara. “Abbiamo assistito a dichiarazioni arroganti, tutte concentrate sul rispetto formale dei regolamenti, come se la democrazia fosse solo una procedura e non confronto, ascolto e rispetto delle minoranze. Questo atteggiamento dimostra una cosa sola: non c’è mai stata la volontà di migliorare il piano”. L’obiettivo era uno solo: portare rapidamente in adozione un atto mai condiviso con la città, come confermato dallo stesso progettista, che ha dichiarato “non avrei scommesso che fossimo arrivati a concludere un piano in poco più di un anno”. Per Rollo la conclusione è netta: “Questo POC nasce senza partecipazione, con troppe criticità e senza risposte su temi fondamentali come traffico, sviluppo economico e sicurezza idraulica. Il futuro di Cascina non può essere deciso così”.