Enrico Bruni: “Il Newroz non si tocca: la destra vuole un parcheggio al posto della comunità”

Di seguito il comunicato stampa:

Le dichiarazioni di Futuro Nazionale sul Newroz dimostrano ancora una volta il modo con cui questa destra guarda alla città: non conosce i luoghi, non conosce le comunità che li attraversano, non conosce le esperienze sociali che vi si costruiscono, eppure pretende di cancellarle in nome di parole d’ordine buone per ogni occasione: “decoro”, “ordine”, “legalità”.

Il capogruppo di Vannacci in città parla del Newroz senza conoscerlo. E proprio per questo riesce a descriverlo come se fosse un problema del quartiere, quando in realtà il Newroz è da anni uno spazio importante per rendere viva quel quartiere. Al suo interno si svolgono attività culturali, sociali, aggregative e mutualistiche; vi passano studenti, famiglie, realtà associative, persone che trovano lì un luogo di incontro, di iniziativa e di partecipazione. Tra queste esperienze c’è anche il GAS, insieme a molte altre attività che hanno costruito relazioni vere con il quartiere e con la città.

Ridurre tutto questo a una questione di ordine pubblico è una caricatura. È il segno di una destra che non vuole capire Pisa, ma solo appiattirla. Una destra che vede negli spazi sociali non una risorsa, ma un fastidio; non una comunità, ma un ostacolo; non un luogo da migliorare, ma un vuoto da trasformare nell’ennesimo parcheggio.

Per questo trovo grave che una previsione del Piano Operativo Comunale venga usata come una clava politica contro una realtà cittadina. Il POC è stato adottato, non è una sentenza definitiva. C’è ancora una fase di osservazioni, discussione e confronto. E proprio in quella sede sarà necessario chiedere con forza che la previsione sull’area venga modificata, perché il Newroz deve restare dov’è e non deve essere toccato.

Nessuno nega che il quartiere di via Garibaldi e l’area delle Concette abbiano bisogno di attenzione, cura e riqualificazione. Ma riqualificare non significa sostituire uno spazio sociale con un parcheggio. Non significa usare il verde come foglia di fico per aumentare ancora una volta lo spazio destinato alle auto. Significa ascoltare chi quei luoghi li vive davvero, costruire soluzioni condivise, migliorare gli spazi pubblici e riconoscere il valore delle esperienze che già producono comunità.

Pisa non ha bisogno di meno spazi sociali. Ne ha bisogno di più. Ha bisogno di luoghi aperti, plurali, attraversabili, capaci di generare cultura, mutualismo, partecipazione. Il Newroz fa parte di questa storia urbana e sociale. Chi vuole cancellarlo dimostra semplicemente di non conoscerla.

Il Newroz resta dov’è. Non si tocca.