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Galletti, M5S: “I soldi del recovery Fund, contribuiranno alla bonifica di siti legati alle industrie”

 La scorsa settimana la direzione generale per il risanamento ambientale del ministero della Transizione ecologica ha approvato il decreto con l’elenco dei Siti orfani da recuperare. In Toscana sono dieci.

I fondi del Recovery Fund contribuiranno al recupero e alla bonifica di alcune aree legate a storiche realtà industriali della Toscana. La direzione generale per il risanamento ambientale del Ministero della Transizione ecologica ha approvato, la scorsa settimana, il decreto che contiene l’elenco dei cosiddetti Siti orfani da recuperare attraverso i finanziamenti derivanti dal Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Per Siti orfani si intendono quelle aree potenzialmente contaminate per le quali non è possibile individuare una responsabile dell’inquinamento, segnalate al ministero da parte delle Regione o delle Province. Nel decreto i Siti orfani in elenco sono 270, sparsi in tutto il territorio nazionale. Di questi, 10 sono toscani.

Oltre 269 mila metri quadri di terreni inquinati sparsi in varie parti della Toscana, alcuni dei quali sulle isole, saranno interessati dagli effetti di questo decreto. A Massa, al confine con il Comune di Montignoso, ci sono da bonificare i circa 10 mila metri quadrati di territorio inquinato di Buca degli Sforza. A Pisa, a Santo Stefano a Macerata, nel comune di Cascina c’è l’area Ex Decoindustria per una superficie da bonificare pari a 14260 metri quadrati. Spostandosi verso il cuore della Toscana troviamo anche i 32650 metri quadrati dell’area di Brusignano a Pistoia e due Siti orfani in provincia di Firenze: i 1000 metri quadri da bonificare all’Ex Metalcromo di Barberino Tavarnelle e i 38 mila metri quadri dell’Ex Cava Paterno nel comune di Vaglia.
In provincia di Siena invece troviamo l’area di 40 mila metri quadri dell’Ex Poligono di Tiro in Località Campolungo a Murlo e i 19300 metri quadri dell’Ex Deposito Gomme a Villagrande dei Boschi nel Comune di Rapolano Terme. Nell’elenco sono inclusi anche diversi siti minerari, due in provincia di Livorno, con il Cantiere Vallone presso le Miniere di Calamita a Capoliveri per un’area di circa 30 mila metri quadrati e i 70 mila metri quadri dell’ex area mineraria del Puppaio a Rio Marina. L’altro è in provincia di Lucca, nell’area mineraria Ex Edem di Valdicastello Carducci a Pietrasanta per una superficie di 13802 metri quadrati.

Il decreto prevede un finanziamento complessivo da parte del Ministero della Transizione ecologica di oltre 500 milioni di euro, ancora da ripartire tra le varie Regioni. La somma si aggiunge a quella già stanziata con un precedente decreto del 2020 e che aveva messo sul piatto 105 milioni in totale: di quella cifra, la parte spettante alla Toscana era di 5 milioni 812 mila euro. A dare notizia del nuovo decreto è stata la Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Toscana, Irene Galletti, che commenta: “Questo decreto è il risultato di un importante lavoro avviato dall’ex ministro del M5S Sergio Costa e proseguito ora grazie all’impegno della sottosegretaria al Mite Ilaria Fontana. Possiamo utilizzare i soldi del Pnrr per misure come questa, che creano tra l’altro occupazione, che accelerano gli obiettivi della transizione ecologica e che contribuiscono a risanare i territori inquinati per restituirli alle loro comunità.”