Nei giorni scorsi in casa Pisa Sporting Club 1909, al netto di un mercato che ancora stenta a decollare a causa delle risapute difficoltà a piazzare i giocatori in esubero e liberare così caselle preziose da riempire con volti nuovi, hanno tenuto banco gli addii ufficiali alle ultime due bandiere dello spogliatoio.

L’ambiente nerazzurro ha salutato in rapida successione prima Andrea Lisuzzo, e poi Daniele Mannini. Ma mentre il “Sindaco” esce dal portone e rientra dalla “finestra”, visto che l’ex centrale siciliano dopo l’addio al calcio giocato prenderà il patentino di allenatore e inizierà la sua nuova carriera fra le fila del settore giovanile dello Sporting Club, il capitano dovrà cercarsi una nuova realtà in cui sparare le ultime cartucce da professionista. La tifoseria si è spaccata sulla scelta della società di interrompere il rapporto con i due giocatori, e sicuramente le due questioni si riproporranno ancora nell’immediato futuro.

Lisuzzo non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla decisione di appendere le scarpette al chiodo, affidando esclusivamente ai social – per il momento – il suo ringraziamento per i 20 anni di onorata carriera nel mondo del calcio. Daniele Mannini invece ha scelto di esporre i suoi pensieri in una lunga intervista ripresa da tutte le testate giornalistiche cartacee e online locali, e in parte anche quelle nazionali. Questi i passaggi salienti delle dichiarazioni dell’ex capitano.

Ringrazio la gente di Pisa. Porto con me momenti unici, consapevole della fortuna che ho avuto ricevendo ovazioni che non sono riservate a tutti. Grazie ed arrivederci sono le parole che mi sento di dire. Il periodo dell’estate 2016 vissuta tra tantissime avversità è stata una grande vittoria fuori dal campo che ha fatto sì che qualcuno potesse conoscermi anche per come sono nella vita privata visto che, spesso, non accade per il mio carattere riservato. Adesso auguro il meglio a tutti. […] credo che la mia storia Pisa sia nata e cresciuta grazie all’amore per questa maglia, ai tanti anni in cui mio padre ci ha giocato ed allenato. Il sogno che avevo da bambino di poter dire di aver cominciato a giocare in quello stadio. E quando venivo a guardare le partite, perché giocavo in un’altra squadra, ho sempre avuto il sogno di poter lasciare il segno indelebile in modo che tutti i tifosi potessero ricordare.

[…] il sogno di aver realizzato ciò che avevo sempre sperato da bambino. Poter essere determinarne in una partita che aveva un significato ed un’importanza così grande (riferito alla finale di andata contro il Foggia, ndr).

Le persone che non mi conoscono mi dicono che sono un tipo distaccato e riservato. I tifosi pisani vorrei che mi ricordassero nei momenti delle mie esultanze, dove perdo il controllo. Lì riesco a dimostrare quello che significa per me questa squadra. A pochi giorni dalla rescissione non voglio cominciare a sparare sentenze su quelle che sono state le cause di due anni fallimentari. Però posso fare autocritica e dire che non avrei dovuto accettare di giocare in un ruolo dove sapevo che non avrei inciso per quello che ci si aspettava. Ho sempre accettato le scelte e le decisioni. Tanto è vero che pur di giocare nel mio ruolo avrei tranquillamente accettato di giocare meno. Però c’era convinzione di questa scelta e mi pento di non aver detto di no.

[…] Anni di esperienza super formativa. Anni di emozioni fortissime. Ovviamente soprattutto gli ultimi tre. Il rimpianto è quello di essere stato ascoltato poco come capitano e uomo di riferimento. Fisiologicamente era normale che prima o poi finisse la nostra avventura insieme. Resto con un “arrivederci” e la speranza di poterci rincontrare più presto possibile. In teoria avrei voluto finire la carriera a Pisa, in pratica non so ancora quale sarà il mio futuro. Ho letto tante voci ma per ora non c’è nulla. Sicuramente mi sento ancora bene e voglio continuare a giocare. Sono in attesa di una soluzione che possa stimolarmi e gratificarmi.

[…] Sceglierei quello che ho vissuto e tutto quello che ho provato in questa esperienza fantastica. Scelgo tutto l’attaccamento che ci ho messo in questi anni e tutto quello che mi ha lasciato (riferito a quale ricordo sceglierebbe fra le oltre 150 presenze in maglia nerazzurra, ndr)“.