Purtroppo è una storia che si ripete sempre più spesso, anche nel nostro territorio. Una azienda che produce con qualità, ha ordinativi e sarebbe in salute dal punto di vista produttivo rischia la chiusura con circa 50 dipendenti col posto di lavoro messo a serio rischio a causa di scelte infelici o quantomeno non corrette dal punto di vista finanziario.

E’ ciò che sta succedendo al Molino Rossi, un’azienda dalla storta ultracentenaria con sede a Ripafratta che si occupa della molitura del grano e produzione di farine che ha interrotto l’attività da due mesi lasciando i suoi dipendenti senza stipendio e senza prospettive concrete. Questo perchè un investimento non ha dato l’esito previsto e l’azienda si è trovata improvvisamente in difficoltà dal punto di vista finanziario minacciando la messa in liquidazione.

All’inizio del mese di agosto c’è stata una riunione tra l’azienda e la Regione per capire i margini di risoluzione della situazione e per favorire l’incontro con istituti bancari che possano in qualche modo venire incontro alla crisi di liquidità dell’azienda pisana, ma la prospettiva più concreta è la presentazione da parte della proprietà del Molino di una richiesta di concordato in bianco al Tribunale, la quale prevederebbe anche la procedura di licenziamento dei dipendenti.

Il territorio, le associazioni sindacali, le istituzioni si sono dimostrate molto vicine ai lavoratori ma è necessario che l’azienda faccia un passo decisivo magari procedendo alla vendita dell’attività che ricordiamo ha margini comunque positivi. In questo contesto sono da segnalare la cena di solidarietà e sostegno a favore dei lavoratori che si è svolta giovedì sera presso il circolo ARCI di Molina di Quosa ma soprattutto il presidio organizzato dai lavoratori e dai sindacati svolto ieri mattina dalle 7 davanti ai cancelli dell’azienda al quale hanno partecipato tra gli altri anche rappresentanti del Comune di San Giuliano Terme e consiglieri regionali.

 

Foto tratta da Facebook Gruppo “Il Lungomonte c’è”