Ci sono voluti più di 25 minuti e uno storico record di durata per aggiudicare l’edizione 2018 del Gioco del Ponte. A restare al buio quest’anno è la parte boreale che cede a quella australe nello scontro fra “nazionali” dopo che le due parti avevano strategicamente puntato tutto sulla “bella”.
Nella ricorrenza della 450^ edizione del Gioco non riesce al San Michele di capitan Biagi, asse portante della nazionale di tramontana, a prevalere sulla selezione australe guidata da Franco Ceccanti. Ma ci sono voluti 25’ e 38” e 22 minuti di assoluto equilibrio prima che il carrello compisse il suo percorso sul ponte di mezzo verso Piazza Garibaldi.

È Tramontana, campione in carica, a scegliere la prima squadra da mandare sul ponte e opta per i Mattaccini. Mezzogiorno risponde con S.Antonio che vince in 7’17”. Sono poi i Delfini a sfidare la parte boreale che replica con S.Francesco per il pareggio che tramontana raggiunge in 2’46”. È la volta di S.Marco che vince sui Satiri in 2’12” per il vantaggio australe ma ci pensa la squadra di Calci a ristabilire la parità contro i Dragoni in 5’41”. A questo punto sale sul ponte il San Michele di Roberto Biagi che ha la meglio sui Leoni di Davide Rossi in 4’52”. Sul punteggio di 3-2 per tramontana sul ponte S.Maria si gioca lo scontro decisivo contro San Martino ma la parte australe pareggia il conto in 4’24”. Tre a tre dopo i sei gare e verdetto finale alla bella.
Roberto Biagi capitano di tramontana disegna una squadra a prevalenza S.Michele mentre Franco Ceccanti seleziona tra S.Marco, S.Antonio e Satiri per la nazionale di mezzogiorno. Equilibrio per 22 minuti quando Biagi tenta una prima carica ma gli uomini di Ceccanti reggono il colpo, rifiatano e al 25’ scoccano il loro assalto. Spinta micidiale, cade qualche combattente ma il carrello ha preso la sua via verso Piazza Garibaldi assegnando la vittoria finale a Mezzogiorno.

Edizione emozionante cui il pubblico ha assistito numeroso fino alla fine. Ottima base di partenza per il nuovo sindaco Conti, stavolta tifoso non più di parte, che intende porre il Gioco come capofila delle tradizioni storiche pisane anche fuori dai confini cittadini.