Si è svolta oggi, giovedì 18 ottobre, a Pisa la prima giornata del Convegno Internazionale delle Cattedrali Europee, ideato e organizzato dall’Opera della Primaziale Pisana. Il tema per questa VIII edizione è “Musealizzazione, conservazione, sostituzione delle opere d’arte”. Ad aprire le giornate di studio che vedono il confronto tra i rappresentanti degli enti che gestiscono alcune importanti cattedrali europee, i più importanti istituti di restauro e alcune associazioni che operano nel mondo dei musei a livello nazionale e internazionale, il presidente dell’Opera della Primaziale Pisana Pierfrancesco Pacini.

Pacini ha ricordato alcuni temi fondamentali che è necessario tenere in considerazione ogni volta che per motivi di conservazione si sceglie di togliere un’opera dal suo contesto originario. Nella musealizzazione l’identità e l’utilità originarie di un’opera rischiano, infatti, di andare perdute e al tempo stesso esiste la possibilità che nel contesto museale l’opera assuma nuove funzioni e nuovi significati, legati al rapporto che instaura con gli oggetti con cui è posta in relazione e con l’edificio, anch’esso, spesso, portatore di una propria storia. La ricontestualizzazione di un reperto o di un’opera è un processo dunque molto complesso, che deve essere affrontato con il massimo di conoscenze possibili sull’oggetto e sul luogo che lo ospiterà. Solo così sarà possibile individuare l’identità originaria del reperto e le sue esigenze espressive e determinare i messaggi fondamentali da veicolare nell’allestimento.

Pacini è entrato poi in merito a quanto l’Opera della Primaziale Primaziale sta facendo per il Museo dell’Opera del Duomo. Nel riallestimento in corso, guidato dall’architetto Adolfo Natalini e dallo studio di architettura Magni&Guiccciardini, le qualità originarie dell’edificio conventuale sono state valorizzate attraverso l’adozione di soluzioni particolari in rapporto agli oggetti provenienti dal complesso monumentale e in particolare alla scultura medioevale con i suoi grandi artisti, a partire da Giovanni e Nicola Pisano. I sistemi espositivi progettati intendono diversificare la presentazione dei reperti in relazione alla loro fattura e consistenza materica, allo scopo di facilitare il più possibile la comprensione da parte dell’utente dei complessi significati culturali e religiosi del patrimonio conservato.

Il Professor Antonio Paolucci, storico dell’arte che è stato Ministro per i beni e le attività culturali, Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino e Direttore dei Musei Vaticani, ha aperto la sezione lavori del convegno ricordando il recente intervento di restauro e ricollocazione degli affreschi nel Camposanto di Pisa, cui ha contribuito in qualità di presidente della Direzione Lavori. Ha sottolineato che la scelta di non musealizzare il ciclo di affreschi, ma di riportarli nella loro collocazione originale, risponde proprio alla necessità di renderne leggibile il potente messaggio, religioso ed etico. Il Camposanto di Pisa rappresenta, infatti, nel perfetto sistema teologico che sta dietro al complesso monumentale della piazza, il momento della morte e della speranza nella resurrezione. Così come la nascita è rappresentata dal Battistero e la vita dalla Cattedrale e dal suo Campanile. Gli affreschi del Camposanto raccontano le storie dei Santi protettori, del patriarca Giobbe, nel suo esempio di pazienza e di forza, e infine il momento dopo la morte. Il Giudizio Universale, il Paradiso e l’Inferno e Il Trionfo della Morte, qui rappresentata come vera signora di questo mondo che miete con la sua falce ricchi e poveri, umili e potenti. Ma sulla morte trionfano i Santi Anacoreti ritirati a pregare nel deserto: questo il messaggio religioso ed etico degli affreschi, leggibile nella sua potenza e nella sua interezza, solo nel contesto per cui sono nati, il Camposanto.

Il convegno proseguirà domani venerdì 19 ottobre dalle 9,30 e per tutta la mattina.