Si terrà giovedì 29 novembre, a partire dalle 9.30 nella sede della Domus Mazziniana, il seminario internazionale “I prefetti nel lungo Sessantotto (1968-1973)”, che mira a “storicizzare” il Sessantotto, spostando l’attenzione dallo studio dei “movimenti” a quello delle istituzioni. Il seminario rientra tra le iniziative promosse dall’Università di Pisa in occasione della ricorrenza del cinquantesimo anniversario del 1968, che ha portato alla realizzazione di numerose iniziative scientifiche e culturali dedicate ad approfondire la conoscenza di questa fondamentale pagina della storia italiana. Tali iniziative sono state mosse dalla convinzione che il cinquantenario potesse, e dovesse, diventare una preziosa occasione per considerare definitivamente il «lungo Sessantotto» un oggetto di ricerca al pari di altre stagioni storiche, insieme e al di là delle pur preziose rievocazioni di chi il Sessantotto lo ha vissuto.

Nella giornata di giovedì, alcuni tra i più importanti storici delle istituzioni politiche italiane, insieme ad autorevoli colleghi stranieri, saranno chiamati a guardare alle vicende del Sessantotto non dal punto di vista dei movimenti sociali e degli attori politici in senso stretto (partiti, gruppi, ecc.), ma da quello fornito dall’azione prodotta dalle istituzioni della repubblica in quegli anni di profondissime trasformazioni. L’intento degli organizzatori, Alessandro Breccia, docente di storia delle Istituzioni politiche del dipartimento di Scienze politiche all’Università di Pisa, e Giovanni Focardi, dell’Università di Padova, è di sancire al termine del seminario la nascita di un vero e proprio gruppo di ricerca nazionale che abbia come obiettivo di avviare una ricerca sistematica sulla storia dell’istituzione prefettizia nell’Italia degli anni Sessanta-Settanta.

La storia dei prefetti in Italia vanta una consolidata tradizione di studi con riferimento agli anni compresi tra l’Unità e il passaggio di regime tra fascismo e repubblica, ma di fatto si ferma ai primi anni Cinquanta. Il cinquantenario del 1968 può dunque diventare un’utile occasione per far compiere un prezioso passo in avanti alla ricostruzione storica delle vicende della seconda metà del Novecento in Italia. Non fermando l’indagine alla semplice dimensione dell’ordine pubblico e della violenza di piazza, ma indagando tutte le attività “civili” di cui furono protagonisti i prefetti nei territori. Solo per fare alcuni esempi: il governo delle emergenze ambientali e dei terremoti, i trasporti, l’assistenza sanitaria, la questione della casa, la mediazione dei conflitti tra capitale e lavoro nei periodi di crisi economica, le relazioni con gli enti locali (Regioni e comuni).

Il programma si articolerà in due sessioni: nella prima (ore 9.30), presieduta da Livio Antonielli (Università di Milano), il caso italiano verrà anzitutto comparato con importanti casi europei (Marc-Olivier Baruch, Scuola di Alti Studi di Scienze Sociali di Parigi, Julio Ponce Alberca, Università di Siviglia, Laura Di Fabio, Fondazione Bruno Kessler Trento). Successivamente, Marco De Nicolò (Università di Cassino) effettuerà una ricostruzione sistematica degli studi sulla storia dell’istituzione prefettizia. La prima sessione si concluderà con la relazione a quattro mani di Andrea Giorgi (Università di Trento) e Leonardo Mineo (Archivio di Stato di Torino), che forniranno utili elementi in termini di fonti d’archivio inedite per la storia dei prefetti nel lungo Sessantotto.

La seconda sessione, presieduta da Stefano Sepe (Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione) si svolgerà nel pomeriggio e ospiterà i contributi di Guido Melis (Università di Roma – Sapienza) e Giovanna Tosatti (Università della Tuscia), due tra i più eminenti studiosi di storia dello Stato italiano. Nella seconda parte si aprirà una discussione che porterà alla formale costituzione di un gruppo di ricerca nazionale sulla storia dei prefetti nel lungo Sessantotto. Al gruppo aderiranno in partenza studiosi delle Università di Bergamo, Firenze, Siena, Roma Tre, Palermo, Napoli, oltre ai relatori e agli organizzatori.