La Giunta Comunale ha aderito al progetto internazionale di solidarietà “A drop of milk” (Una goccia di latte) che dal 2017 rifornisce in Siria latte in polvere per bambini sotto i dieci anni e latte speciale per neonati. In particolare, riesce ad assicurare la prima alimentazione ai circa 2.850 bambini di cui 220 neonati nella città di Aleppo, una delle più antiche città del mondo e tra le più colpite dalla guerra. Promotrice del progetto è la Fondazione “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS), che realizza in tutto il mondo oltre seimila progetti umanitari. Per questo il Comune di Pisa ha deciso di concedere un contributo di Euro 26.500,00 per il rimborso delle spese necessarie all’attuazione del progetto che ha un fabbisogno mensile superiore a 16mila euro. Il contributo sarà liquidato a seguito di relazione e rendicontazione consuntiva.

«Il conflitto in Siria è quasi ovunque terminato, ma restano drammaticamente evidenti le dure conseguenze di sette anni di persecuzione anticristiana e di scontri armati fra diverse fazioni – spiega Alessandro Monteduro, direttore di ACS Italia -. È necessario ora riedificare una società flagellata e scossa, a cominciare dalla minoranza cristiana, da sempre portatrice di pace e di coesione sociale. “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS) manifesta pertanto soddisfazione e apprezzamento per la decisione assunta dal Comune di Pisa, grazie all’impegno profuso, in particolare dalla Vice Sindaco Raffaella Bonsangue, in merito al finanziamento del progetto “Goccia di latte” per Aleppo, curato dalla Fondazione pontificia. L’iniziativa ha lo scopo di distribuire alle famiglie cristiane latte in polvere per bambini e latte speciale per neonati, garantendo così la necessaria premessa di ogni nuova generazione di cristiani siriani: una crescita sana».

Esprime soddisfazione la vicesindaco con delega alla cooperazione internazionale Raffaella Bonsangue. «Si tratta di un piccolo ma significativo intervento di solidarietà verso una popolazione, soprattutto verso i più deboli, che ha subìto anni di guerra. Un gesto che vuole anche significare vicinanza a quelle famiglie, di tradizione cattolico cristiana, che hanno scelto di non scappare ma rimanere nelle loro case nonostante la barbarie per testimoniare una identità prima ancora che la fede».

Nelle prossime settimane la Fondazione “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS) sarà a Pisa per definire la rendicontazione puntuale delle attività in Siria.