Articolo di Lorella Radaelli

Questa sera grande occasione per uscire e godere di un bello spettacolo che regala momenti di danza, recitazione e, riflessione.
Lo sfondo è la Prima guerra mondiale ma, raccontata attraverso le missive di chi si trova al fronte, creando quell’unico cordone con i loro affetti lontani. Le lettere sono le reali protagoniste, canovacci teatrali esse stesse, nella loro imperfezione grammaticale, cariche di paure, ironia, episodi divertenti e drammatici che, prendono vita attraverso le voci dei famigliari. L’attore protagonista si veste di tutti i dialetti, fa prendere vita e colore ai vari soldati che condividono le trincee. Si può asserire che la prima autentica unità d’ Italia, nacque proprio fra l’incontro di migliaia di uomini, provenienti da ogni zona del paese. Sconosciuti che, divennero presto micro famiglie con un unico intento, riuscire a tornare alle loro case, vivi. Rappresentato anche l’ episodio, autentico, del Capodanno che vide l’esercito Italiano e il contrapposto nemico Austriaco, deporre per qualche ore le armi, per festeggiare il nuovo anno insieme, cercando di dimenticare l’ ordine di considerarsi nemici ma, solo uomini col desiderio di vivere.
A tutto ciò, cucita addosso, una cornice musicale del compositore Antonio Ferdinando Di Stefano, sul palco col suo pianoforte, come in una scatola ovattata che, restituisce in musica, le reazioni teatrali. Danzatrici volteggiano e disegnano leggiadre i racconti. Appuntamento quindi domani sera al Teatri di Danza e delle Arti in una doppia rappresentazione ore 10 e ore 21.
Il rimedio più efficace per combattere il freddo è, andare a teatro, godersi lo spettacolo e… applaudire molto.