Sarà che è proprio vero che chi muore vive nel ricordo di chi resta. Sarà che viene nominato come se fosse ancora qui tra di noi. Sarà che tutte le iniziative messe in campo per ricordarlo sono innumerevoli. Sarà tutte queste cose, ma l’idea che oggi siano già 20 anni senza Maurizio Alberti non ci aveva minimamente sfiorato.

Fino a questa mattina. Fino a quando, sfogliando i ritagli di giornale e le fotografie di quel maledetto pomeriggio al “Picco” di La Spezia gli occhi non si sono soffermati sull’anno: era il 1999 quando Mau andò in arresto cardiaco e per colpa di un’organizzazione scellerata di quel derby la sua vita iniziò a scivolare via. Per poi abbandonare definitivamente questo mondo l’8 febbraio, lasciando un vuoto incolmabile fra i compagni di centinaia di trasferte, nella famiglia e in quella curva a cui tanto aveva dato e ancora moltissimo aveva da donare. In termini di aggregazione, passione, ideali, presenze e tanto altro.

Era un ultras Maurizio Alberti. Non abbiamo paura di utilizzare questa parola, troppo spesso strumentalizzata e utilizzata come giustificazione alle storture dello sport più diffuso e seguito e in Italia. Era un ultras vero Mau, appartenente ad uno dei gruppi storicamente più importanti nel tifo nerazzurro: i Rangers. Un ragazzo con grandi passioni, che dalla vita cercava di trarre il meglio seguendo dei concetti per molti incomprensibili, che però spesso restituiscono agli spettatori neutrali il vero senso del tifo, ma soprattutto dell’aggregazione e dello spirito di comunità.

Ideali sostenuti e quotidianamente diffusi dai suoi compagni di curva, quella Curva Nord che spontaneamente, senza alcun bisogno di una riflessione approfondita, gli è stata dedicata. La Curva Nord “Maurizio Alberti” porta avanti in tutto il mondo progetti volti alla solidarietà e alla beneficenza verso chi, dalla vita, ha ricevuto soltanto sfortuna, disuguaglianza, povertà e sfruttamento. Un esempio di come, con la sola forza di volontà e tantissimi sacrifici, si possa realizzare qualcosa di concreto senza colori politici o supporti partitici. E l’ultimo capitolo della grande opera di solidarietà messa in campo dai ragazzi della Curva Nord è l’inaugurazione di un parco pubblico nel cuore di Pisa, la sua città, aperto a tutti: persone normodotate e disabili. “Il Parco di Mau, il Parco di tutti” ha aperto i battenti nella splendida mattinata del 6 gennaio: un sole strepitoso ha illuminato le risate e le corse delle decine di bambini che hanno partecipato alla cerimonia di inaugurazione.

Anche in quella occasione, così come in ogni “Trofeo Mau Ovunque” organizzato al campo della Polisportiva Bellani, la tifoseria e la cittadinanza pisana si sono riunite per celebrare un altro traguardo raggiunto nel ricordo di Mau. Un ricordo vivo, brillante, felice e positivo, che con gli anni acquista sempre più forza.

Perché, come dicono i suoi compagni di una vita, “Maurizio è qua e canta con gli ultrà!”.