Un luogo dell’anima, un angolo della poesia è nato alla Fondazione Stella Maris, che prima ha coinvolto i piccoli pazienti che così possono esprimere la loro vita interiore e ora anche gli operatori sotto la sapiente guida del Prof Daniele Giancane dell’Università di Bari. Poeta, pedagogista e scrittore italiano, Giancane è stato docente universitario di Letteratura per l’infanzia.

In settimana il professore ha svolto una lezione a distanza con gli operatori delle Urgenze Psichiatriche (tra cui i riabilitatori Luisa D’Argenio e Gianluca Giunchiglia) sul valore pedagogico della Poesia, strumento privilegiato che aiuta a guardarsi dentro ed è un mezzo attraverso cui si può educare alla vita interiore. “Il Professore – spiegano i riabilitatori – ci ha raccontato di alcune sue esperienze di “itinerari poetici” presso il carcere di Trani, la scuola del paese sardo Budoni in provincia di Olbia e altri contesti di marginalità sociale. Ci ha raccontato della sua collaborazione con lo scrittore statunitense Kenneth Koch per la messa a punto di stimolazioni alla scrittura poetica per bambini”. Erano inoltre presenti anche la dottoressa Maria Mucci, oltre ai riabilitatori Paolo Fornaini, Irene Vaghetti. Il professore che ha concluso l’incontro la frase del filosofo Edgar Morin: “Il fine dell’educazione è far venir fuori l’uomo poetico”. “Perchè senza le tecniche e i metodi la poesia non può sgorgare bene; non basta la sensibilità poetica spontanea: la poesia è lavoro sul linguaggio poetico. Saranno i professionisti a cimentarsi in questa prova di scrittura…” concludono i riabilitatori.

Già perché alla Fondazione Stella Maris da tempo con l’aiuto dei ragazzi ricoverati sono state installate bacheche poetiche nel  giardino dell’Istituto. “Qui vi affiggiamo in forma anonima le poesie scritte dai ragazzi per dare valore allo loro creatività poetica – concludono gli operatori – Accanto alla bacheca vi è inoltre una cassetta in cui chiunque può lasciare dei versi”.