Lunedì scorso dallo studio di PisainVideo è andata in onda la quarta puntata stagionale di “Eoraparloio“. Ospite telefonico di Giovanni e Riccardo è stato l’ex calciatore nerazzurro Simone Calori, che in due diverse esperienze ha vestito la maglia del Pisa: nella cavalcata verso la B con Piero Braglia nel 2006/2007 e nella stagione 2010/2011. Attualmente il difensore gioca nella Sangiovannese in Serie D, “a 39 anni mi emoziono ancora in campo e insieme ai miei tifosi. Chiuderò la carriera lì, dove adesso sto disputando l’ottava stagione. A ripensare a tutta la strada fatta mi commuovo“, ammette.

Le persone e le realtà incontrate durante la carriera – prosegue – sono state tantissime. E tutte mi hanno lasciato delle emozioni dentro: adesso che sto invecchiando prende il sopravvento la commozione” (ride, ndr). “Nel calcio di oggi c’è paura a cambiare le cose. Pochissimi si prendono la responsabilità di modificare la realtà dei fatti – spiega Calori – qualche anno fa ho tentato di introdurre spunti di riflessione nuovi, ma purtroppo c’è stato un silenzio desolante attorno a quello che aveva proposto. Ognuno pensa al proprio orticello nell’attesa che la rivoluzione piova dall’alto“. “La dimostrazione è quello che è accaduto quest’anno in Serie C“, sottolinea l’ex nerazzurro. “Abbiamo assistito ad una vergogna, e penso che debbano essere i giocatori in primis a doversi mettere di traverso a quest’ordine di cose. Se i calciatori smettono di giocare si ferma questo sport, che resta bellissimo ma purtroppo è in mano a gente sprovveduta“.

Il mio rimpianto è quello di aver perso di vista, qualche anno fa, l’obiettivo di migliorarmi e progredire“, spiega Simone Calori. “Ma sono orgoglioso di essere uscito dal settore giovanile della Fiorentina come una sorta di rinnegato, e dopo aver conquistato sul campo la Serie B. E poi ovviamente il campionato vinto a Pisa è una delle storie più incredibili che abbia mai vissuto: non è un caso che a distanza di oltre dieci anni abbia ancora tantissimi amici in città“.

Parlando del Pisa attuale, posso sbilanciarmi nel dire che adesso la squadra ha trovato entusiasmo, spensieratezza e grande compattezza in campo“, commenta Calori. “Il dato della difesa nelle ultime settimane è pazzesco – sottolinea – da questi particolari si vede se una squadra può diventare una big. Adesso il Pisa lo è: purtroppo adesso fare pensieri sul primo posto è quasi impossibile, ma se anche i ragazzi dovessero partecipare ai playoff lo faranno sicuramente da protagonisti“. “Sabato prossimo ci sarà una partita molto importante, ma strana per la dimensione dell’avversario. Il Pisa affronterà una formazione che sulla carta dovrebbe essere poco più che una Primavera che però si chiama Juventus“, spiega l’ex difensore. “Ma anche questa situazione è figlia della condizione attuale del calcio italiano – commenta con amarezza l’ex nerazzurro – siamo alla deriva. I soldi sono finiti, ma si continua a voler fare calcio con cifre astronomiche. Ad esempio in Serie D ci sono formazioni che puntualmente tirano i remi in barca pur di non andare in Serie C, perché quel campionato è una rimessa. Il professionismo italiano deve essere riformato: la maggior parte del pubblico in televisione vede Ronaldo e la Juventus vera, ma poi sugli spalti degli stadi minori si masticano quotidianamente difficoltà e problemi“. “Per me è inconcepibile non vedere stadi belli, funzionali, dotati delle migliori strutture di allenamento“, prosegue. “Anche la regola imposta di far giocare i giovani è sbagliata. Perché i procuratori svendono i ragazzi pur di incassare il gettone di presenza“.