Domenica 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, il Presidente Massimiliano Angori ha preso parte alla cerimonia istituzionale che si è tenuta a Pisa.

 

Di seguito, il discorso tenuto dal Presidente Angori.

In questo giorno così importante per la ricorrenza che siamo qui a celebrare, mi permetto di iniziare con una citazione dell’on. Piero Calamandrei, che, in una sua orazione pronunciata il 2 giugno del 1955, disse: “la Repubblica non fu e non doveva essere soltanto un cambio di forma di governo; doveva essere, e sarà, qualcosa di più profondo, di più sostanziale: il rinnovamento sociale e morale di tutto un popolo; la nascita di una nuova società e di una nuova civiltà”.
La celebrazione della festa della Repubblica ha un valore, dunque, non solo storico, ma anche psicologico: perché più che il giorno della nascita esso rappresenta il giorno della maturità, di un passaggio da una condizione umiliata e servile quale era quella sotto il regime fascista ad una di responsabilità, di presa in carico del proprio destino con nuove istituzioni democratiche: una scelta che ha consentito, in un certo senso, al nostro Paese di diventare adulto.
Una scelta che gli italiani hanno compiuto 73 anni fa, una scelta che nel corso dei decenni si è dimostrata impegnativa, poiché non è sempre semplice far funzionare la macchina dello Stato e di ogni ente locale, ogni giorno, rispettandone funzioni e compiti, servendo la Repubblica ed essendone serviti, secondo i propri diritti e i propri doveri. Ma questa sfida, che i nostri padri compirono scegliendo la Repubblica nel 1946 con valori di democrazia e libertà, deve essere portata avanti da tutti noi, eredi di quei padri, condividendo gli ideali repubblicani, fatti di democrazia, libertà e partecipazione. Tutti noi, e soprattutto noi amministratori ed ancora eletti e rappresentanti dei cittadini, siamo chiamati a metterci al servizio dei nostri simili e della comunità tutta, nella costruzione del bene comune: solo così realizzeremo a pieno gli intenti della nostra Costituzione. L’auspicio inoltre è che l’Italia, proprio in qualità di Repubblica democratica inserita in un complesso sistema europeista che, a sua volta, ci richiama a valori di unità e salvaguardia dei diritti dell’uomo, si adoperi sempre più, proprio attraverso l’esempio concreto delle proprie istituzioni, ad affermare il pieno rispetto delle diversità, siano esse di pensiero, di ideologia o di etnia, senza per questo dividersi e frammentarsi in assurde e non proficue lotte di potere e di prepotenza che sfociano in un odio indiscriminato verso il prossimo, la cui unica riposta possibile è la difesa instancabile dei più alti principi di democrazia e libertà.
Viva la Repubblica, viva l’Italia!

 

Fonte: Provincia di Pisa