Nella vecchia villa del nonno c’è un luogo, vicino alla cantina, chiamato la stanza delle bottiglie. Era l’antica cucina dei contadini. Buona parte di una parete è occupata da un enorme camino, gli scaffali sono pieni di fiaschi e bottiglie. Tappi, imbuti, strumenti da vino. Un odore costante di vinacce e legno bruciato. Quattro anni fa, di pomeriggio è qui che si incontrano Lukas Bernardini e Gabriel Stohrer, due amici appassionati di musica con storie diverse, ma la fortuna di trovarsi nel solito luogo e nel solito posto al momento giusto. Tra un bicchier di vino e l’altro Lukas fa ascoltare all’amico qualche brano che ha composto nell’arco di una ventina d’anni, tra cui due pezzi dal vago sapore reggae/dub/caraibico, delle melodie ossessive con qualche frammento surreale di testo. Gabriel di colpo si entusiasma e mette mano anche lui alla chitarra.
Ed è così che Lukas, che in quel frangente lavora ancora tra Messico e Italia, e Gabriel, di chiare origine tedesca ma da anni residente a San Miniato dove lavora tra libri musica e teatro, fondano Lukas and the Strawfires, un progetto in cui vengono coinvolti immediatamente anche Matthias Stohrer, fratello di Gabriel, e Stefano Nassi alle percussioni.
Le prime idee musicali di Lukas diventano così in breve tempo canzoni, Come Under My Little Umbrella e Inspector Grant e poi la cifra stilistica della band che auto produce e pubblica un EP nella Marzipan House di Matthias dal titolo appunto Inspector Grant che presenterà al Teatro di Quaranthana a San Miniato nel 2017.
Poi un piccolo inconveniente del mestiere, ovvero la frattura della mano destra di Gabriel, dà l’opportunità al terzo fratello Stohrer, Nick, di entrare nel gruppo che si trasforma in quintetto. Manca solo un batterista, ma arriverà Francesco Bracci a colmare anche questa lacuna. Il sestetto si esibisce in giro per la Toscana e partecipa al Senza Filo Contest al Cantiere San Bernardo di Pisa. Matthias lascia il basso per il pianoforte, gli arrangiamenti vengono completamente ristudiati per dare più risalto alla voce che, senza microfono, deve lottare contro sei strumenti e il brusio di fondo. Cantano un po’ tutti, le canzoni diventano una sorta di serenate reggae/caraibiche, al pubblico piacciono e la band vince il contest.
Poi ancora live in formazioni che vanno dal trio al sestetto, ma in cantiere un nuovo grande progetto, quello di un disco destinato a “indagare”, da vero ispettore, un genere musicale molto più ampi che include digressioni nel pop, nel funk, nel soul, nel jazz, nel garage e nel punk. Sempre d’obbligo uno sguardo al passato, a partire dal Great American Song Book, per attraversare tutto l’universo musicale successivo, approcciando le canzoni come fossero invenzioni culinarie: in principio il prodotto semplice, la materia prima, che viene man mano sofisticata attraverso la cottura, gli ingredienti secondari, gli odori, i condimenti. E, alla fine, una spolveratina di sana psichedelia. L’ispettore Grant della canzone è quello che dà il nome alla band e “vive e lavora” in qualche città del Caribe a lingua inglese, non per forza la Giamaica.
Un nome scelto perché la maggior parte delle canzoni del gruppo sono storie, quasi sempre con un mistero di fondo, o comunque con risvolti imprevedibili e vagamente inquietanti. E la prima grande storia degli Inspector Grant è “My Secret Garden” il nuovo CD che sarà presentato in anteprima assoluta al Circolo Arci di Brusciana, luogo del cuore della band, Sabato 25 Gennaio alle 22.30 con ingresso libero al pubblico. Un’occasione unica per perdersi nel “giardino segreto” degli Inspector Grant, una “nowhere land” con noci di cocco, alberi di limone, manghi, banane, fragole, campi di marijuana e animali felici. E dove è possibile anche l’amore! Insomma tutti invitati a Brusciana per questa sensazionale preview.