Anche il sindaco di Pisa Michele Conti è intervenuto lunedì 3 alla celebrazione della ricorrenza di San Biagio, nella chiesa dedicata in Cisanello a questo martire del quarto secolo. Ospite d’onore monsignor Carlo Ciattini, vescovo di Massa Marittima e Piombino, che ha parlato del significato del martirio cristiano.

La piccola chiesa millenaria era gremita dai fedeli richiamati anche da fuori città: la devozione per San Biagio è infatti diffusissima, e la benedizione della gola viene impartita qui a Pisa con una sua reliquia. Si narra che egli fosse anche medico e che riuscisse prodigiosamente a togliere una spina, o forse una lisca di pesce, che s’era conficcata nella gola d’un bambino. Ecco perché viene invocata la sua protezione in particolare per la gola. Alla devozione si è unita anche la tradizione gastronomica delle piccette, piccoli panini dolci aromatizzati all’anice.

Biagio era vescovo di Sebaste, in quella che allora era la provincia romana dell’Armenia, e oggi fa parte della Turchia e si chiama Sivas. Fu torturato e ucciso per la sua fede cristiana nel 316, cioè tre anni dopo che l’imperatore romano Costantino aveva proclamato tolleranza per i seguaci di Cristo. Ciò si spiega col feroce dissidio fra Costantino e Licinio: quest’ultimo, che aveva il dominio in oriente, ricominciò le persecuzioni.

Monsignor Ciattini nell’omelia ha insistito sulla necessità di metter Dio al primo posto, seguendo l’esempio di San Biagio. In questo quadro s’innesta il convegno “Toniolo e Sturzo, l’impegno sociale dei cattolici”, che si terrà mercoledì 12 alle 17,30 presso il centro culturale S. Pierino (Via Guglielmo Taddei, 12 — vicino all’Hotel San Ranieri). Parteciperanno, insieme con il parroco di San Biagio don Tiziano Minnucci, esponenti dell’università di Pisa e della CNA. L’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto trarrà le conclusioni.