“Ecco, ci sono riusciti: i nostri amministratori hanno tagliato il contributo annuale e la scuola paritaria “San Giuseppe”, lo storico asilo di Cappetta frequentato da generazioni di calcesani, terminerà quest’anno scolastico e poi chiuderà le porte definitivamente. Fra l’altro, oltre al dispiacere e al disagio per le famiglie (i bimbi dovranno cambiare scuola, compagni e maestra) ci sono anche persone che perderanno il lavoro” fa sapere con immenso rammarico Serena Sbrana, capogruppo di Uniti per Calci.

E continua: “I cittadini ricorderanno la nostra battaglia: a dicembre avevamo denunciato il taglio dei contributi a quella scuola da parte dell’amministrazione. Un introito fondamentale per la scuola, come ci avevano detto le suore Figlie di Nazareth che la gestiscono. L’amministrazione avrebbe potuto continuare a erogare 3000 euro l’anno senza alcuna difficoltà; invece, dopo decenni, ha deciso di smettere.

Anche su sollecitazione delle suore avevamo chiesto di rivedere quella decisione, ma non è servito a niente. Il sindaco Ghimenti è stato irremovibile. Ha posto fine alla vita di quella scuola che ha sostenuto economicamente finché gli ha fatto comodo, cioè quando aiutava a eliminare le liste di attesa e ad assorbire le domande di iscrizione dei bambini di Calci che il comune non riusciva a soddisfare. Ora che questa criticità non sussiste più, hanno tagliato i contributi e se ne sono liberati!

Serena Sbrana ricorda infatti che il sindaco, insieme con la maggioranza, aveva ribadito con molta enfasi che era loro dovere incentivare la frequentazione della scuola pubblica. Ma le scuole paritarie sono garantite dalla costituzione: permettono la libertà di scelta educativa delle famiglie. Purtroppo a Calci l’amministrazione si è sostituita, nella scelta, ai genitori. Secondo Uniti per Calci il dovere dell’amministrazione sarebbe stato invece quello di continuare ad aiutare anche l’asilo di Cappetta, realtà storica del paese: ”Dove è andato a finire il senso di comunità tanto decantato dall’amministrazione? Per chi vale il senso di comunità? Quell’asilo non è forse un elemento storico di Calci e dei calcesani, e quindi degno di essere tutelato e sostenuto? È una vergogna aver tagliato i 3000 euro e quindi, di fatto, aver sicuramente contribuito a questa triste fine. Non si penserà a un caso, se dopo quasi novant’anni l’asilo chiude proprio ora che non riceve quel contributo. E pensare che la struttura che l’ospita era stata proprio donata, nel 1932, dalle sorelle Borghini, a patto che vi nascesse un asilo per i bimbi del posto. Ora non ci sarà più bisogno che il comune dia il palco per la recita dei bimbi; sull’asilo di Cappetta calerà il sipario”.