L’emergenza Covid-19, che ha provocato una drastica riduzione di tutte
le attività, sembra finalmente avviarsi verso la fase 2.

Il lockdown al quale siamo stati obbligati ha determinato un crollo
degli spostamenti dei cittadini, ma con l’auspicata ripartenza delle
attività produttive e, nel mese di settembre, forse anche delle scuole,
bisogna porsi il problema di come riorganizzare la mobilità cittadina
per compensare un trasporto pubblico a capacità ridotta. Le norme alle
quali dovremo attenerci, prima fra tutte il distanziamento sociale,
ridurranno significativamente l’uso del trasporto pubblico che, in
situazioni normali, garantiva circa un quarto di tutti gli spostamenti.

Come potrà Pisa prepararsi a questo nuovo scenario? Sarebbe poco saggio
rassegnarsi ad una sorta di “piomba libera tutti” all’utilizzo del mezzo
privato, poiché questa “non scelta” è insostenibile dal punto di vista
ambientale, ma anche dal punto di vista dell’efficienza del sistema.
Infatti un aumento indiscriminato del traffico porterebbe, con il
progressivo ripristino di tutte le attività, verso la paralisi della
mobilità.

La fase 2 non può pertanto prescindere da un rinnovato impegno sul
fronte della mobilità sostenibile, con l’obiettivo di predisporre una
rete per indirizzare l’utenza che abbandonerà il trasporto pubblico
verso alternative diverse dall’auto. In particolare la bicicletta
(elettrica e non) si presenta come il mezzo ideale per far ripartire le
nostre città: non inquina, garantisce il distanziamento sociale, e fa
bene alla salute.
In questa direzione si stanno muovendo realtà importanti, sia a livello
internazionale (New York, Londra e Parigi per citarne alcune) che a
livello nazionale. L’uso della bicicletta è infatti fortemente
raccomandato (concetto ribadito anche dalla Regione Toscana, che con la
recente ordinanza del 18/4/2020 ha sollecitato l’uso dei mezzi di
mobilità sostenibile per gli spostamenti da e verso i luoghi di lavoro)
e la Regione Emilia Romagna ha previsto incentivi economici per favorire
l’utilizzo della bicicletta per recarsi al lavoro.

Per far ripartire Pisa, la mobilità ciclistica è una risorsa preziosa:
non solo in funzione degli spostamenti quotidiani e della logistica
cittadina, ma anche come volano per la ripresa del turismo. Ma per
cogliere questa opportunità è necessario che il Comune di Pisa si attivi
subito per creare una vera e propria Rete di Mobilità di Emergenza
(RME), intervenendo con modifiche a basso impatto economico per
trasformare le vie cittadine (e quelle di collegamento con le frazioni
limitrofe) in percorsi ciclabili sicuri.  Da parte nostra siamo pronti a
collaborare, e anzi auspichiamo che venga convocata a breve una seduta
della Consulta della bicicletta per studiare azioni concrete che ci
permettano di ripartire col piede giusto.