La vita in quarantena, il ricordo del Derby vinto e le attese per il futuro.

Il Presidente Giuseppe Corrado ha parlato ai microfoni di Radio Sportiva del momento attuale: “Mi tengo costantemente informato sui calciatori e sulla situazione grazie ai contatti continui con Giovanni Corrado e Roberto Gemmi. Mi informo anche e soprattutto dell’aspetto mentale dei nostri ragazzi, perché la loro reattività emotiva è diversa a seconda del modo in cui stanno vivendo questa situazione inaspettata. Fortunatamente non abbiamo avuto problemi sanitari legati a questo virus ma dobbiamo stare molto attenti, come tutti. Diciamo comunque che la squadra sta bene e i ragazzi avrebbero anche voglia di ricominciare”

Sembra passato un secolo dal meraviglioso successo contro il Livorno: “Francesco Lisi è quello che forse ha vissuto meglio questo momento perché si starà ancora godendo quel gol. E diciamo che ha aiutato anche noi perché essersi fermati dopo una bella vittoria ci ha garantito un po’ di serenità. Sicuramente è stata una giornata bella, ma anche strana perché non abbiamo potuto festeggiare come nostro solito con il calore del nostro pubblico”.

E adesso? “La posizione del Pisa è chiara fin dal principio. Ed è insita nei principi basilari dello sport, perché chi vive facendo sport e si vede interrompere non vede l’ora di ripartire. Sarebbe irrispettoso nei confronti di chi ha fatto bene cancellare tutto il percorso fin qui fatto, come sarebbe un premio immeritato per chi ha fatto male e sinceramente non capisco chi in queste settimane ha continuato a parlare di congelare la stagione, annullare tutto. La competizione deve essere finita sul campo, chiaramente rispettando in primis la salute di tutti e se questo vorrà dire riprendere tra uno, due, venti mesi poco importa: quando riprenderemo dovremo finire quanto iniziato“.

Si parla tanto anche di code ‘velenose’ di questa stagione legate a possibili ricorsi: “Veniamo da molte stagioni danneggiate da problemi extra calcistici e non penso si possa andare avanti ancora in questo modo. Anche perché non sento nessuno spendere una parola per i tifosi che sono la parte sana del nostro business e sono il fulcro del valore economico e mediatico del nostro sport. Quando si parla di certe cose, a mio avviso, si manca di rispetto in primis ai tifosi”