La Provincia di Pisa conferma l’adesione alla Rete Ready- Rete delle Pubbliche Amministrazioni per l’Antidiscriminazione anche per l’anno 2020.Nell’ambito delle proprie competenze istituzionali in materia di promozione delle pari opportunità e di contrasto alle discriminazioni, la Provincia di Pisa ha aderito nel febbraio 2019 alla Rete Ready, autorizzando la sottoscrizione della relativa Carta d’Intenti e promuovendo iniziative di studio e di approfondimento su queste importanti tematiche”, afferma il Presidente Massimiliano Angori. “L’Ente provinciale peraltro è attivo già da molto tempo sul tema del contrasto alle discriminazioni di genere (all’interno del più generale contrasto ai fenomeni discriminatori e di ostacolo alle pari opportunità che la legge 56/2104 assegna alle Province come funzione fondamentale ndr): questa direzione è confermata anche da una particolare attenzione alle tematiche suddette, esercitata proprio attraverso un’apposita delega alla Consigliera Provinciale Olivia Picchi”.

Un’adesione che in questo clima di emergenza sanitaria da Covid19, dove in alcuni casi l’isolamento forzato può estremizzare la discriminazione di genere a molti livelli, diviene ancora più importante perché sottolinea la necessità, da parte delle istituzioni, di vigilare su questi temi”, spiega la Consigliera alle Pari Opportunità, Olivia Picchi. “L’azione delle Pubbliche Amministrazioni è infatti fondamentale per promuovere sul piano locale politiche che sappiano rispondere ai bisogni delle persone, contribuendo a migliorarne la qualità della vita e creando un clima sociale di rispetto e di confronto libero da pregiudizi. Le politiche di inclusione sociale sono un elemento imprescindibile e un dovere civico che noi amministratori abbiamo l’obbligo di perseguire, per realizzare una convivenza reale e benefica per tutte le parti che compongono la nostra collettività. L’accordo 2020 con la Regione Toscana re-impegna, infatti, i firmatari a realizzare azioni di informazione e sensibilizzazione sulla tematica relativa al contrasto alle discriminazioni multiple, rivolte a tutta la popolazione, al personale dipendente degli Enti partecipanti, al personale impegnato in campo educativo, scolastico, socio-assistenziale e sanitario, di locale e delle direzioni territoriali del lavoro, e in ogni caso li impegna a dare avvio ad un’ampia concertazione ed ottimizzazione delle risorse; l’accordo mette a disposizione per tutti gli enti con popolazione superiore a 25.000 abitanti un piccolo finanziamento di sostegno alle attività”, conclude la Consigliera Picchi.