Nella serata di ieri è andata in onda la ventottesima puntata stagionale di “Eoraparloio“. Giovanni e Riccardo ancora una volta hanno ospitato virtualmente i commenti e le sensazioni di addetti ai lavori e amici, in attesa di poter tornare negli studi di PisainVideo. Uno dei collegamenti della puntata è stato quello con il tecnico pisano Alessio De Petrillo, che si è soffermato sulle ragioni della ripresa del calcio e sulle insidie che può nascondere per il Pisa.

La Curva Nord qualche giorno fa ha pubblicato un comunicato più che lecito, puntando il dito contro tutti coloro i quali fin dalla prima ora della pandemia si sono preoccupati di far ripartire il calcio. Ma occorre anche capire che questo sport, a certi livelli, è finanza. Si tratta di un settore strategico per la nostra economia ed è quindi doveroso che riparta“. “Potremmo fare dei distinguo tra le diverse categorie – prosegue il tecnico – ma indipendentemente da ciò, bisogna trovare il coraggio e la convinzione di riprendere a fare il nostro lavoro“.

La ripartenza dovrà essere vissuta con i piedi di piombo – spiega De Petrillo – serve una grande maturità da parte di tutti gli addetti ai lavori. Penso ai giocatori più giovani, che devono comprendere che per qualche mese non devono condurre una vita privata eccessivamente leggera. L’assunzione di responsabilità, se si vuole riprendere a lavorare, deve essere massima“. Un altro aspetto molto insidioso legato alla ripresa delle partite è la delicatezza della posta in palio: “Ci si giocheranno gli obiettivi stagionali, con tensioni altissime e grandi pressioni. Gli allenatori dovranno stare molto attenti agli infortuni. Non si potrà sbagliare niente: quando si esce dal ritiro si è consapevoli che si parte tutti da zero è c’è un anno per raggiungere il traguardo. Adesso invece le squadre riprendono dalla classifica acquisita a marzo“.