Lo abbiamo detto più volte: noi siamo per uno stadio moderno, funzionale e sicuro, uno stadio che Pisa e i suoi tifosi si meritano. In questo caso si annuncia quello che non è: una variante al semi buio, senza una certezza sulla natura dell’investimento, senza un intervento su strade e mobilità.
Una variante che confonde aspetti privati e pubblici, arruffata da subito per bloccare il luogo di culto.
Sulla moschea è stata fatta un’operazione ingiusta che va a ledere un diritto costituzionale ed è una spada di Damocle appesa sulla variante.
la ristrutturazione dello stadio è necessaria e urgente, per evitare una situazione senza sbocchi e alternative, rispetto a degrado strutturale e regole di sicurezza; siamo stati noi ad aprire la strada, ma per un progetto sostenibile e dunque migliorativo per il quartiere.
Insomma: da domani avremo uno strumento che non dà alcuna certezza e rischia di rendere complicato lo stesso investimento, violando la libertà di culto e non risolvendo quindi quella esigenza, perdendo l’occasione di una seria riqualificazione del quartiere, lasciando nell’incertezza non solo il progetto ma la stessa natura e le tempistiche degli interventi.
Inoltre non possiamo dimenticare che non vi è ancora il PEF nè una certezza progettuale.
Il PEF è la precondizione per realizzare l’intervento: il Comune dev’essere garante della sostenibilità e della praticabilità dell’intervento e dell’interesse pubblico. Non a caso la società ha fatto subito sapere che serviranno rivedere alcune cose. Lo avevamo detto fin da subito che ci serviva una stadio e non una corsa per la propaganda elettorale. Aver deciso di andare avanti in questo modo confusionario speriamo non ci porti tra qualche settimana o mese a veder rallentato il percorso. Sarebbe grave perchè non risponderemmo più alle esigenze della città, del quartiere e dei pisani e avremmo sacrifcato una grande occasione sull’altare della ricerca del voto immediato.