Mercoledì scorso è tornato “Eoraparloio“. Dopo uno stop di oltre due mesi provocato dal coronavirus, la storica trasmissione di Giovanni e Riccardo è tornata in forma virtuale, lontana dagli studi di PisainVideo. Il format però non è mutato: ospiti, amici e commenti in libertà sul Pisa e sulla situazione attuale del calcio italiano. Uno degli ospiti della serata è stato l’ex difensore nerazzurro Simone Calori.

Credo che sia giusto far tornare in campo la Serie A. Ci sono tutte le basi per tornare in campo in relativa sicurezza, e secondo me si è partiti anche con un pizzico di ritardo – ha spiegato Calori – dalla B in giù i rischi aumentano. Non tutti i club hanno le possibilità economiche e strutturali per affrontare e rispettare il protocollo sanitario. La Serie C non può ritornare in campo e verosimilmente verranno promosse le prime in classifica e la quarta squadra che salirà in Serie B, se sarà possibile, uscirà dai playoff. Discorso simile si può fare per i playout“.

La speranza di tutti è che questo maledetto virus si comporti come i suoi parenti più vicini e con il caldo perda aggressività e pericolosità. Soltanto così si può davvero pensare di tornare in campo“. “La sciagura che ci è capitata fra capo e collo dovrebbe essere interpretata come lo stimolo giusto per portare le doverose riforme a tutto il sistema calcistico – prosegue Calori – con il coronavirus dovremo conviverci e quindi prima o poi tutti i professionisti, ma anche i campionati dilettantistici, dovranno tornare in campo. Purtroppo ne parlano in pochissimi, ma la realtà dei fatti è che il nostro calcio doveva essere riformato già una decina di anni fa. Per farlo serve l’unità d’intenti di figure che in questo sport hanno avuto ruoli centrali e importanti: bisogna evitare il più possibile che nella riforma entri la politica“.