Di seguito il comunicato diramato dal Comune di Peccioli in merito alla questione discarica della Grillaia:

“Sabato, come è ben noto, sì è svolto un importante flash mob a Terricciola sulla discarica della Grillaia situata nel Comune di Chianni.
Per prima cosa vorrei fare i miei complimenti a chi ha organizzato l’evento. È importante che anche al tempo del COVID-19 si riesca a realizzare manifestazioni democratiche così ordinate per permettere ai cittadini in altre forme ed altri modi di esserci, ho anche un grande rispetto per chi ha deciso di partecipare e per le idee che sostengono.
Quello che a mio modesto avviso non è emerso, è una precisa presa d’atto sullo stato dell’arte. Penso che questa riflessione sia importante anche per rispettare e dare la dignità che merita a chi ha partecipato a questa iniziativa silenziosa.
In democrazia ogni protesta è legittima, ma affinché possa anche essere efficace, deve poter disporre degli elementi che la trasformino in proposta, altrimenti non è utile né a chi la fa né a chi è diretta. Sappiamo benissimo che quel sito è stato chiuso 22 anni fa a seguito delle numerose proteste per la cattiva gestione; da quel momento in poi è cominciato un percorso sulla gestione post chiusura, oggetto di diversi e ulteriori contenziosi.
Nel febbraio 2013 la società Nuova Servizi Ambiente, proprietaria dell’impianto, presentava un progetto per la messa in sicurezza a seguito di verifiche tecniche da parte della Provincia. Tale progetto prevedeva una gestione di 2 anni di lavori e 300.000 mc di conferimenti di rifiuti per realizzare la chiusura in sicurezza con una marginalità economica sufficiente per il risanamento. Sono riprese puntualmente polemiche e rimostranze che hanno di fatto, fino ad oggi, impedito un intervento di risanamento e bonifica. Sono passati ben 7 anni invano, tra mobilitazioni e paginate sui giornali e nel frattempo, nessun intervento serio di ripristino è stato disposto. Se avessimo trovato una soluzione oggi di questa questione non ne parleremmo più, ci avrebbe guadagnato l’ambiente e ancora di più quella immagine a cui tutti dicono di essere molto sensibili.
Il progetto di cui parliamo oggi prevede una durata di 8 anni e un tempo totale di 10 anni, con un piano finanziario che permette il risanamento ma più generoso per la società.
Oggi, in diversi contesti, si sente sostenere che per risolvere il problema c’è bisogno di denaro, milioni, che dovrebbe elargire la Regione. Mi permetto di dire che questa tesi non corrisponde esattamente al vero. La Regione non può allo stato attuale mettere soldi pubblici per affrontare un problema che deve risolvere un privato che l’ha causato; può solo intervenire in emergenza di fronte ad una inadempienza grave e, attraverso un contenzioso giuridico, sostituirsi ed “eseguire in danno” al posto della Nuova Servizi Ambiente. Questa è la prospettiva peggiore. Per questa soluzione passerebbero ancora degli anni e contenziosi giudiziari densi ancor più di polemiche che aggiungerebbero e amplificherebbero un danno di immagine a questo territorio insieme ad un intervento di risanamento che sarebbe sempre più lontano nel tempo. Non credo che sia questo che vogliamo e cerchiamo. Chi è andato in piazza non penso si aspetti una storia infinita.
Limitarsi a dire quello che non vogliamo, anche se legittimo e ben motivato, oggi non basta più; vuol dire affezionarsi ad una protesta senza sbocchi che logora tutti, deleteria per il territorio e per l’ambiente stesso e ancor più per la capacità di affrontare e risolvere problemi complicati e sensibili. Non invidio certo chi oggi deve assumersi queste responsabilità di decidere cosa fare. Questo vale per tutti quelli che hanno un ruolo decisionale in questa vicenda, però penso sia meglio scontentare qualcuno oggi con la consapevolezza di renderlo felice domani, nella convinzione che tutti abbiamo fatto la cosa giusta per questo territorio.
L’unica cosa che a questo punto mi parrebbe ragionevolmente di buon senso è che non possa essere la stessa società Nuova Servizi Ambiente a realizzare il risanamento e con quel progetto, visto che è la stessa società che 22 anni fa fu costretta a chiudere per cattiva gestione.
Mi auguro che il Consiglio Regionale sappia individuare una strada accettabile per tutti e in tempi rapidi e non si pensi a piccole operazioni di cabotaggio politico da parte di chiunque in vista delle prossime elezioni regionali.

Con i prossimi candidati regionali io vorrei parlare di mobilità in VALDERA e non ancora della Grillaia!”