Mercoledì sera dagli studi di PisainVideo è andata in onda la trentesima puntata stagionale di Eoraparloio. Uno degli ospiti telefonici di Giovanni e Riccardo è stato Salvatore Sanzo, attuale presidente del Coni Toscana e Segretario generale della Federazione italiana Canoa e Kayak. L’ex gloria olimpica della scherma azzurra, e pisano doc, ha detto la sua sulla ripartenza del calcio dopo il lockdown: “Lo sport in generale ha bisogno di aiuti, sostegni, fondi e idee per ripartire in modo credibile“. “L’inattività provocata dal coronavirus e tutte le misure anticontagio prese adesso stanno mettendo in ginocchio moltissime discipline e tutto l’indotto dei lavoratori che vi gravita attorno – continua Sanzo – il contributo di 600 euro per tutti i collaboratori emesso dal Governo, e la sospensione dei canoni di affitto fino al 31 luglio, sono misure buone. Adesso tocca alla Regione dare sostegno concreto, e dalla parte del Coni arriverà liquidità per le società di base“.

Pochi giorni fa ricorreva l’anniversario della vittoria di Trieste – continua il presidente Coni Toscana – rivedere le immagini di euforia ed entusiasmo popolare di quelle giornate fa sorridere e pensare. Siamo stati in guerra, è inutile nasconderlo, e lentamente ne stiamo uscendo. Giorno dopo giorno i nostri medici comprendono sempre meglio il virus e anche la popolazione gradualmente sta imparando a convivere con questa situazione“.

La ripartenza del calcio, nell’ottica della convivenza e della volontà di ripartire – aggiunge Salvatore Sanzo – sono sicuro che aiuterà l’Italia a vedere con maggiore fiducia il futuro. Questo sport è una parte fondamentale del nostro Paese e, anche se ovviamente qualcuno non è d’accordo con questa scelta, credo che far ripartire la Serie A e a cascata la B e la C sia una bella cosa“. Il presidente del Coni Toscana conclude sulla questione del restyling dell’Arena Garibaldi: “I tempi sono maturi per la riqualificazione dello stadio. Mi piace anche la suggestione che rimanga dove sorge adesso. Ma è molto importante che ci si arrivi e si veda il compimento di quest’opera: ci sono imprenditori che vogliono investire ed è giusto offrire una sponda vincente. Ovviamente è importante discernere la vicenda della moschea da quella dello stadio“.