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9 ottobre, anniversario del Vajont

Il 9 ottobre è una data importante per le tematiche umanitarie e ambientali, in quanto in tale giornata si celebrano l’anniversario del disastro della diga del Vajont e l’ultimo incontro pubblico presso Rondine Cittadella della Pace, in provincia di Arezzo, di Liliana Segre sul tema della Shoah per commemorare l’amica Janine, giovane ragazza francese, sua compagna di prigionia uccisa ad Auschwitz nella camera a gas.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende sollecitare l’attenzione e la partecipazione attiva del mondo della scuola circa tematiche di forte attualità, nel primo caso creando un logo commemorativo o “monumento virtuale” dell’anniversario in questione, e nel secondo inviando pensieri e riflessioni, così come previsto dall’evento, “Grazie Liliana perché….” alla mail comitatosegre@rondine.org con oggetto: GRAZIE LILIANA/NOME DELLA SCUOLA/CLASSE/CITTÀ.

Il disastro del Vajont, verificatosi il 9 ottobre 1963, fu la più drammatica catastrofe della Repubblica italiana e causò la morte di quasi 2.000 persone. Molti erano bambini (487 bambini). Tanta incuria e tanti errori, determinati dal rincorrere il profitto a tutti i costi a discapito dell’ambiente e conseguenzialmente della vita umana, si accumularono in un crescendo di irresponsabilità e inadempienze gravissime, al punto che, in proposito, il geologo Giorgio Dal Piaz in risposta a una nota dell’ing. Carlo Semenza così affermava “…già il vecchio progetto mi pareva audace; questo nuovo mi fa tremare le vene e i polsi!..”

Per le ultime classi delle superiori, si consiglia la lettura o la visione dello spettacolo teatrale “Il racconto del Vajont” di Marco Paolini e Gabriele Vacis e il documentario “I percorsi della Memoria sui luoghi del Vajont” realizzato dall’ass. Vajont.

Il CNDDU ritiene fondamentale tenere presente i fatti del Vajont dal momento che, nel corso degli anni, ecomostri, progetti edilizi “audaci” e trivellazioni arrischiate hanno continuato a moltiplicarsi con conseguenze tragiche, basti ricordare Rigopiano o il crollo del Ponte Morandi. Dovrebbero essere attribuite condanne esemplari a chi mette a repentaglio la vita di comunità intere per appesantirsi le tasche. Insegnare il valore della persona, prima di qualsiasi altro interesse, diventa prioritario in funzione di una società più sana.

“Ecco la valle della sciagura: fango, silenzio, solitudine e capire subito che tutto ciò è definitivo; più niente da fare o da dire. Cinque paesi, migliaia di persone, ieri c’erano, oggi sono terra e nessuno ha colpa; nessuno poteva prevedere. In tempi atomici si potrebbe dire che questa è una sciagura pulita, gli uomini non ci hanno messo le mani: tutto è stato fatto dalla natura che non è buona e non è cattiva, ma indifferente. E ci vogliono queste sciagure per capirlo!… Non uno di noi moscerini vivo, se davvero la natura si decidesse a muovere guerra…” (Giorgio Bocca, Il Giorno, 11 ottobre 1963)