Nessun piano del commercio sarà approvato entro l’anno dal consiglio comunale. E’ questo quanto è emerso dalla discussione in Terza Commissione consiliare convocata su nostra richiesta sull’argomento. Nei fatti l’assessore Pesciatini smentisce l’ennesimo annuncio del Sindaco: a fine anno forse, il dubitativo è stato sottolineato più volte dall’assessore, si avrà una bozza di piano.

Nei fatti ad oggi il percorso è a mala pena avviato: 4 incontri complessivi con le associazioni di categoria in due anni e mezzo, nessuna bozza su cui discutere, nessuna linea programmatica sulla gestione dei mercati sfuggendo alle questioni dirimenti come quella, ad esempio, della collocazione del mercato di via San Martino.

Tanta annuncite e troppa propaganda con il modellino delle bancarelle rotanti per il Duomo, quando è ormai assodato che tutta le legislazione vigente non consente il ritorno di queste strutture in piazza dei Miracoli.

Per questo abbiamo chiesto che si avvii un percorso serio partendo dall’audizione in commissione delle associazioni di categoria per capire e valutare le loro richieste ma soprattutto a quale punto sia il confronto sulle questioni aperte e urgenti, confronto che l’assessore annuncia ormai chiuso e definito ma su quanto ci sia una reale assenso da parte di tutti gli attori in campo è rimasto tutto fumoso.

Nessuna idea dunque e nessuna previsione di un processo partecipativo per valutare anche altri aspetti legati ai mercati: viabilità sostenibile, vivibilità dei quartieri, promozione, previsione di mercati tipici…..

Nessuna risposta da parte poi dell’assessore se si intende riprendere il percorso fatto fino al 2018 e nessun cenno a quanto fino ad allora elaborato, cosa che colpisce visto che lo stesso assessore nel ruolo di rappresentante di Confcommercio aveva fatto in prima persona la concertazione con il Comune.

Anche sul commercio si assiste allo stesso scenario che si è realizzato sulla cultura: molti slogan e pochi fatti. Eppure la giunta Conti aveva promesso a più riprese attenzione. Un’attenzione tale da portare a scegliere nel ruolo di assessore un funzionario di un associazione di categoria. Ci pare la dimostrazione che le etichette non fanno nè le idee nè le azioni.

Olivia Picchi

Francesco Auletta

Gabriele Amore