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Tangenziale Nord Est a San Giuliano, “Vogliamo uno sviluppo sostenibile”

Approfittando della distrazione generale dovuta all’“emergenza COVID”, ecco che in tutta fretta si prova a spingere di nuovo il progetto della “tangenziale nord-est” che dovrebbe collegare Madonna dell’Acqua con Cisanello, sventrando un pezzo significativo della campagna rurale rimasta attorno a Pisa. Questa grande opera, nata ormai vecchia nella sua concezione, se costruita incentiverà l’uso dell’auto privata, aumenterà il traffico, creerà nuovo rumore, inquinamento ed emissioni di gas serra, lacererà per sempre il paesaggio, e inciderà negativamente anche sulla biodiversità. Proprio nel momento in cui la Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione verso l’Italia per le emissioni di particolato atmosferico:  Pisa è tra le città toscane con livelli di inquinamento dell’aria critici, e le relazioni tra inquinamento dell’aria e salute sono ormai ben note.

In questi giorni il Comune di San Giuliano Terme ha, infatti, presentato la “richiesta di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica” della “variante al Piano Operativo Comunale (POC)” che prevede il progetto definitivo di due tronconi della tangenziale: da Madonna dell’Acqua a I Passi e dall’Ospedale di Cisanello all’incrocio con la via Vicarese – chiedendo che la valutazione ambientale strategica del piano non si faccia. Questo significa che si vogliono realizzare due tronconi di strada che causeranno un grave impatto ambientale per finire nel nulla, creando dei colli di bottiglia che peggioreranno la situazione del traffico invece che risolverlo e che renderanno quindi inevitabile fare l’ultimo tratto, quello più critico, che dovrebbe passare sotto l’Acquedotto Mediceo.

“A pensar male si fa peccato”, ma se fosse proprio questo lo scopo? Spezzettare il progetto per farlo sembrare una “piccola variante” che quindi formalmente non richiederebbe la valutazione degli impatti ambientali: costruire poi i due assurdi tronconi per poi far diventare inevitabile la costruzione del tratto più critico per il paesaggio, quello dell’attraversamento dell’Acquedotto Mediceo, che dovrebbe invece essere tutelato, restaurato e valorizzato.

A suon di tecnicismi formali, varianti di piani, atti e accordi di programma, centrodestra e centrosinistra, Pd e Lega, portano avanti anche nel nostro territorio il modello della grande opera con la costruzione della tangenziale cercando di evitare accuratamente di discutere delle alternative, e dando la costruzione della tangenziale come inevitabile perché “prevista in un accordo di programma sul trasferimento dell’ospedale a Cisanello” del 2005. Mentre a parole si dichiara di voler contrastare l’emergenza climatica, anche approvando mozioni nei consigli comunali, nei fatti si proseguono politiche che servono solo a devastare il territorio.
Non si discute della possibilità di impegnare previsti i 70 milioni di euro di soldi pubblici per attuare quegli interventi che, invece di aumentare il traffico, migliorino la mobilità migliorando anche la qualità della vita e dell’ambiente: più autobus per l’ospedale e tra Pisa e le città vicine, una metropolitana di superficie, una rete di piste ciclabili estese e sicure, incentivazione del car sharing e del bike sharing, “dematerializzazione” dei servizi e incentivi al telelavoro che rendano inutili molti spostamenti: Un progetto alternativo di questo tipo, del tutto normale in altri paesi europei, che chiediamo da anni, mentre centro-destra e centro-sinistra invece danno per scontato che l’unico “modello di mobilità” sia quello ormai superato dell’auto privata, a cui siamo costretti per mancanza di alternative.
Ci siamo opposti alla richiesta di non eseguire la Valutazione di Impatto Strategica presentando una lunga e articolata osservazione che evidenzia come la pianificazione della tangenziale va contro agli obiettivi di tutela della salute, dell’ambiente e della biodiversità e contro agli obiettivi di miglioramento dell’impatto sul clima.
Ci batteremo perché il progetto venga ritirato in quanto non solo inutile, ma dannoso: nessuna mitigazione è possibile per un progetto che consuma suolo, aumenta le emissioni di gas serra, inquina l’aria che respiriamo.
Ci batteremo per favorire invece un rapporto più sostenibile con il territorio, facilitare la vocazione agricola della campagna pisana, tutelarne il paesaggio e i beni architettonici, fornire servizi di mobilità pubblica alternativi all’auto. Così vorremmo che fossero spesi i 70 milioni di soldi pubblici previsti per la tangenziale, e ci mobiliteremo perché ciò avvenga.
Una città in comune