Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato all’unanimità una mozione a firma Irene Galletti (M5s) e Lucia De Robertis (Pd) in merito al mancato stanziamento di 2,5milioni di euro al Comune di Pisa derivanti dalla vendita delle quote di SAT SpA. L’atto di indirizzo, inizialmente presentato dal Movimento 5 stelle, accoglie le integrazioni introdotte dal Partito democratico ed è stato successivamente sottoscritto anche dal consigliere Diego Petrucci (Fratelli d’Italia).

“Abbiamo accettato le precisazioni del Partito democratico, è arrivato il momento che la città di Pisa, in particolare la cittadella Galileiana, riceva quanto promesso da Enrico Rossi quando furono vendute le quote dell’allora Sat”, ha dichiarato in aula Irene Galletti. Si tratta di uno stanziamento, ha ricordato la capogruppo del Movimento 5 stelle, “previsto nella passata legislatura, che era stato addirittura chiesto dall’attuale presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, che già nel 2013, quando giovane imprenditore del settore medicale, auspicava la creazione della cittadella galileiana”.

La presidente De Robertis ci ha spiegato che i 2milioni e mezzo avevano preso altra direzione, “ma possono essere recuperati. È un debito che doveva essere saldato con la città di Pisa”.

Il consigliere Diego Petrucci (Fratelli d’Italia) si dice “molto felice se questa mozione verrà ora approvata e soprattutto messa in atto dalla Giunta regionale. Se la maggioranza vorrà correggere il tiro rispetto a quanto accaduto nella passata legislatura, ne saremo felici: il cambio di governo della città di Pisa doveva aver cambiato la destinazione di quella somma, dopo il passaggio al centrodestra. Mi auguro che una volta votata la mozione, seguano i fatti”.

“Le promesse vanno mantenute per quanto possibile – ha dichiarato Lucia De Robertis, anche perché contrariamente a quanto afferma il consigliere Petrucci, noi siamo abituati ad amministrare i cittadini, non solo i nostri elettori”. Le modifiche introdotte, ricorda ancora la consigliera del Partito democratico, “impegnano il presidente a trovare le risorse nella prossima variazione di bilancio”.