Vogliamo innanzitutto esprimere solidarietà a Giovanna, compagna che da sempre ha attraversato le lotte No Tav a Pisa e in Val Susa. Domenica sera, dopo la grande manifestazione che ha visto sfilare migliaia di persone a San Didero, Giovanna ha subito sulla sua pelle l’ingiustizia violenta della repressione di Stato. Un lacrimogeno sparato ad altezza del viso le ha procurato diversi traumi sul volto, fratture multiple ed una emorragia cerebrale. Le auguriamo di tornare presto a casa, e presto a manifestare ancora per quello che lei e tutto il movimento No Tav, noi compresi, ritiene giusto.

Siamo sgomenti che in questo paese partecipare ad una manifestazione significa rischiare di non tornare vivi a casa. È inaccettabile e surreale che le forze di polizia sparino lacrimogeni ad altezza d’uomo come fossero proiettili e che alcuni militari parlino di “legittima risposta delle forze dell’ordine”.

Da decenni il territorio valsusino è occupato militarmente per garantire la realizzazione di opere che quei territori hanno respinto e continuano a respingere. Opere che devastano il territorio, che non fanno gli interessi delle comunità che lì ci vivono ma che servono solo ad ingrassare mafie e speculatori.

Il movimento No Tav, in tutti questi anni ci ha insegnato la perseveranza e la forza. Non ci faremo intimidire nemmeno questa volta. A sarà düra!

Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista – Pisa Possibile