Riteniamo immorale che gli amministratori locali abbiano utilizzato soldi pubblici per inviare nei giorni scorsi a tutti i cittadini un opuscolo patinato che “autoincensa” le presunte migliorie apportate a Pisa in questi anni di governo di centro-destra.

Non contenti, costoro avrebbero intenzione di mettere in cantiere opere “faraoniche” attingendo ai fondi “Pinqua”. Dietro a questa sigla si cela il cosiddetto “Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare” che avrebbe lo scopo di riqualificare le periferie cittadine.

Ma dov’è questa “qualità dell’abitare”?  Tra le famiglie che non riescono più ad arrivare alla fine del mese? Tra coloro che fino a pochi mesi fa avevano un reddito ed ora affollano le mense della Caritas o vengono a ritirare i pacchi alimentari per poter sopravvivere?

E fra questi non possiamo dimenticare coloro che, in enormi difficoltà economiche e sociali, non possono pagare le utenze domestiche e a cui vergognosamente sono state sospese le erogazioni della corrente elettrica, del gas e perfino dell’acqua! Non ultimo il caso di una pensionata livornese che viveva solo grazie all’uso di macchinari per l’ossigeno.

Ciò nonostante ogni giorno veniamo bombardati da dichiarazioni rassicuranti da parte di politici che parlano di riaperture, di piani vaccinali, di difesa dei più anziani e più fragili.

Ma la realtà è ben altra. Una crisi sociale che viene da lontano, trovando terreno fertile in questi mesi di pandemia e che affonda le sue radici in un sistema finanziario figlio di politiche europee disinteressate a sviluppare una strategia di difesa dei cittadini più deboli (basti pensare che nell’Unione Europea non si è stati capaci di creare un proprio vaccino!). Dopo un anno non è cambiato nulla: si affollano gli ospedali, i numeri dei morti aumentano, la pandemia si espande. Ma il virus più deleterio da combattere è il profitto degli speculatori finanziari e di classi politiche cialtrone che hanno permesso, anche nella Toscana del Presidente Giani, la vaccinazione a avvocati, magistrati e loro parenti, lasciando in coda anziani e malati.

A pagare devono essere i più deboli. Anche Il Fondo Monetario Internazionale, istituzione nota nel mondo per aver distrutto interi paesi attraverso lo strozzinaggio sul debito, ha recentemente dichiarato: “…i Paesi dovrebbero considerare un contributo temporaneo alla ripresa dal Covid da far pagare ai redditi più alti. Questo aiuterebbe a ridurre le disuguaglianze…”. Consigli utili per la propaganda, non certo per incidere nelle politiche reali dell’Unione Europea e dei governi ad essa subalterni, tra cui l’Italia di Draghi.

Non solo non si tassano i ricchi ma si consente anche nella nostra città alle società che erogano servizi essenziali, che dovrebbero essere pubblici ed invece sono state regalate ai privati, di staccare le utenze, incuranti delle situazioni di quei soggetti fragili ed in difficoltà che sono pronti a difendere ma solo a parole.