Regioni e province autonome hanno inviato la loro proposta al Governo per
la modifica del decreto legge “Sostegni” riguardo ai ristori per i
comprensori sciistici. Il documento è stato approvato mercoledì
pomeriggio, due giorni fa. Il decreto originario del governo favoriva
essenzialmente le realtà alpine con il criterio di ripartizione esclusivo
sulle presenze turistiche. Non ricomprendeva neppure tutti i comuni montani
appartenenti a comprensori sciistici o con sede di impianto e non
consentiva un effettivo ed equilibrato riparto delle risorse ai gestori
degli impianti a fune e delle imprese. 

La proposta unanime delle Regioni prevede invece ristori agli impianti di
risalita (430 milioni) che saranno calcolati *tenendo conto dei principi
alla base dell’esperienza francese e di altri paesi, la quale peraltro ha
già ottenuto l’autorizzazione da Bruxelles, dove l’indennizzo è correlato
ai mancati guadagni dell’attuale stagione rispetto alle due migliori del
triennio*. L’indicazione è che questi ristori siano liquidati dal Governo,
assieme a 40 milioni di contributi a favore dei maestri di sci. Per i 230
milioni destinati alle attività commerciali e turistiche, la metà
riservati alle Province autonome, le Regioni propongono invece che siano
loro stesse ad occuparsi delle distribuzione, anziché i Comuni (spesso
troppo piccoli e con strutture non adeguate). Inoltre chiedono per questo
ultimo punto un ulteriore stanziamento di cento milioni. 

“C’è stato un dibattito molto intenso all’interno della commissione
turismo tra gli assessori delle Regioni italiane – commenta l’assessore
Leonardo Marras – e sono soddisfatto per l’esito, affatto scontato”.
“Gli operatori del settore – ricostruisce – avevano denunciato un effetto
distorsivo della norma così come era stata scritta nel decreto e la
maturità delle Regioni maggiormente favorite ha permesso di trovare una
intesa positiva”. 

“Le imprese della montagna hanno visto totalmente azzerati i ricavi, in
una stagione che avrebbe permesso invece durata e opportunità che
difficilmente si ricordano negli scorsi anni per la presenza abbondante di
neve – prosegue Marras – Anzi, in qualche caso hanno dovuto subire pure la
violenza della tempesta e riparare poi anche quei danni”. “La proposta
di modifica che abbiamo presentato – conclude – costituisce un passo
significativo per provare ad andare avanti: ora dobbiamo monitorare la
ripartizione regionale e impegnarsi affinché queste risorse siano a
disposizione delle imprese il prima possibile”.

Il documento è stato inviato all’attenzione del ministro al turismo,
affinché se ne tenga conto in sede di conversione del decreto legge n. 41
del 22 marzo scorso.