Il Comune di Cascina torna ad aderire al sistema di accoglienza e integrazione. La sigla di riferimento è cambiata nel corso degli anni e oggi si definisce Sai, ovvero Sistema di accoglienza e integrazione, quel che in passato era chiamato Sprar e Siproimi. Uno strumento per limitare le ragioni di contrasto sociale.

“Per Cascina si tratta della riattivazione di un percorso di solidarietà attiva – spiega il sindaco, Michelangelo Betti -. Andiamo a recuperare un’esperienza positiva, condivisa con tanti altri enti locali. La delibera di giunta comunale che fa ripartire il servizio si lega a un quadro legislativo rinnovato e va ad attuare il programma elettorale”.

“È motivo di orgoglio rientrare nel Sistema di accoglienza e integrazione – commenta l’assessora al Welfare Giulia Guainai – L’amministrazione cascinese torna a rivestire un ruolo attivo nella rete degli enti locali per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata grazie al prezioso supporto delle realtà del terzo settore”.

La nuova legge prevede l’accoglienza dei richiedenti oltreché titolari di protezione internazionale, dei minori stranieri non accompagnati, degli stranieri in prosieguo amministrativo affidati ai servizi sociali, al compimento della maggiore età. Possono essere accolti, inoltre, i titolari dei permessi di soggiorno per protezione speciale, per casi speciali (umanitari in regime transitorio, titolari di protezione sociale, vittime di violenza domestica, vittime di sfruttamento lavorativo), le vittime di calamità, i migranti cui è riconosciuto particolare valore civile e i titolari di permesso di soggiorno per cure mediche. I progetti mirano ad assicurare servizi di vitto e alloggio e, parallelamente, a sostenere percorsi di inserimento socio-economico tramite misure di informazione, accompagnamento e orientamento.