Santa Luce, la presenza dei predatori è un fenomeno recente. Lupi ed ibridi non si vedono spesso dalle parti a ridosso della trafficatissima autostrada. Il branco è entrato di notte dentro la mandria e si è portato via un vitello di oltre 100 chilogrammi che è stato ritrovato poco distante, all’interno di una macchia, ucciso e divorato nel posteriore. A farne le spese, per due volte in pochi mesi, è l’azienda agricola di Damiano Properzi di Santa Luce, a Pisa, che alleva Chianina e produce ortaggi.

A lanciare nuovamente l’allarme è Coldiretti che incontrerà la prossima settimana la Regione Toscana per discutere sulle attività necessarie da mettere in campo con rapidità per contenere il fenomeno delle predazioni. Gli attacchi dei lupi in Toscana, non solo nelle zona di montagna, sono in forte aumento anche nelle aree più urbanizzate, come riportano le cronache. Solo nel 2019 le predazioni in tutta la regione denunciate sono state 520. 210 le aziende direttamente interessate.

“Serve una svolta – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Toscana – La presenza e gli attacchi dei predatori non sono più sostenibili. Gli attacchi denunciati, e risarciti, sono una piccola parte del danno reale che subiscono aziende, produzioni ed animali. Di questo passo gli allevamenti, il cui numero è in drastico calo, spariranno dalle nostre montagne. Dalla Regione Toscana ci aspettiamo, nell’incontro della prossima settimana, risposte concrete e soprattutto tempestive. L’allevatore, sin dal tempo dei tempi, ha sempre messo in conto la possibilità di perdere qualche capo a causa della presenza dei lupi. E’ un patto tra uomo e natura che rispettiamo. Questo equilibrio di rispetto e sostenibilità è saltato.  E’ necessario distinguere tra la specie dei lupi, quindi pura, e gli ibridi. Nel primo caso vanno protetti e riportati nei loro ambienti, nel secondo caso crediamo sia a questo punto non più rimandabile un piano di catture per gli incroci”. 

L’azienda di Santa Luce procederà alla denuncia per ottenere gli indennizzi: “ma non è questa la strada – commenta Filippi, Presidente Coldiretti Pisa – e non può essere questa la soluzione. La presenza di branchi di predatori è molto rara ma sempre più frequente in tutta la zona. I predatori si spingono anche nelle zone abitate, frequentate da residenti e turisti, rappresentando sempre più un problema anche sociale. I cinghiali sono arrivati a dissodare giardini delle case, i prossimi saranno lupi ed ibridi che non si cibano certo di tuberi”. 

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