Prepariamoci alla batosta Tari” – afferma Dario Rollo, ex sindaco reggente di Cascina e attuale consigliere comunale della lista “Valori e Impegno Civico Dario Rollo”. L’operato di Geofor e dell’ex presidente Fortini avrebbe portato risultati catastrofici sul servizio ai comuni e sulla tassa per i cittadini. Ed ecco il “rosso di bilancio”. Anni che denuncio questo scempio a tutela dei cittadini, ma per molti altri amministratori locali forse erano più importanti gli “ordini di scuderia”. La scelta di internalizzare i servizi, condivisibile sotto certi punti di vista, non era stata opportunamente valutata e soprattutto pianificata nei tempi e nei modi. Si trattava del solito “spot pubblicitario” che l’ex presidente ci aveva abituato durante la sua presidenza. Oggi ci si accorge che non era garantita la sostenibilità con la struttura e soprattutto in tempi adeguati a fornire servizi di buon livello ai cittadini e diritti ai lavoratori. La scelta scellerata dell’allora CdA, nel quale faceva parte anche un rappresentante della Lega, dimostra che il bando di gara per l’affidamento del servizio predisposto precedentemente era sbagliato, perché non prevedeva le risorse per il nuovo contratto di lavoro ai dipendenti dell’eventuale appaltatore, non risultavano congrui i risultati da raggiungere in termini qualitativi e non erano sostenibili i costi. “Si sbaglia Rollo” fu la risposta degli amministratori societari dell’epoca. Bastava invece fare dei calcoli. Solo l’operazione di nuovi mezzi sarebbe costata circa 13 milioni di euro alla società. Anche se si fosse deciso per il leasing o lungo noleggio, con costi senz’altro superiori, sarebbe stata necessaria una approfondita analisi finanziaria.

Altro capitolo l’aspetto contrattuale dei lavoratori e le modalità di selezione. Inizialmente, gli operai nei cantieri da assumere erano circa 400 e la differenza tra le due tipologie di contratti di lavoro era di circa 7 mila euro anno/persona. Un costo ulteriore di oltre 2,5 milioni all’anno. Per non parlare infine dei ritardi all’impianto di compostaggio che costano circa mezzo milione di euro l’anno di mancate entrate e che mai nessun membro della società ha voluto dichiarare, nonostante le tante denunce del sottoscritto. Ora, alla luce della perdita di quasi 3 milioni di euro, si prospetta la possibilità di cedere a Retiambiente un ramo di azienda o un impianto non ultimato e i mezzi, per poi riprenderli a noleggio. Significherebbe “tamponare” le perdite attuali e spostarle nel futuro e nell’intero Ambito Toscana Costa. In poche parole, saranno tutti i cittadini, da Massa all’isola d’Elba passando per la lucchesia e il pisano, a pagare le inefficienze e le scelte fallimentari degli amministratori di Geofor e Retiambiente. Queste operazioni, se fatte da tutte le società del gruppo, porteranno all’impossibilità di controllare i responsabili e individuare le inefficienze. Una società elefante che creerà voragini nei bilanci. E saranno i cittadini a pagare. Ora è evidente che la scelta di Retiambiente è stata catastrofica e che la gestione societaria di Geofor è stata approssimativa. Sarebbe stata necessaria una maggiore presenza e controllo delle dinamiche aziendali da parte dei management. Ma ciò era incompatibile con le decine di incarichi che l’ex presidente aveva, e continua ad avere, in giro per l’Italia. Ennesima dimostrazione del fallimento delle politiche di gestione dei rifiuti della Regione Toscana e del PD. Ma anche della Lega che ha appoggiato queste scelte scellerate. Oggi i cittadini si trovano a pagarne gli effetti. Non solo i costi sono aumentati, ma anche il servizio è nettamente peggiorato – conclude Rollo.