Confcommercio Provincia di Pisa inaugura il nuovissimo Sportello Crisi di Impresa, un servizio di consulenza altamente qualificato realizzato con lo scopo di prevenire tensioni finanziarie e rischi da sovraindebitamento, pensato per Pmi, partite Iva e professionisti.

Già il nuovo Codice della Crisi di Impresa introduce un “sistema di allerta”, grazie al quale l’azienda sarà in grado di rilevare in anticipo eventuali segni di crisi. Lo sportello Crisi di Impresa è a disposizione di aziende e imprenditori per anticipare e prevenire un eventuale stato di difficoltà, con il fine di assicurare la continuità aziendale, ma anche di anticipare lo stato di insolvenza o di crisi tramite un monitoraggio costante, onde evitare che la situazione di difficoltà divenga irreversibile, salvaguardando la capacità imprenditoriale dei soggetti in difficoltà.

Ma ulteriori possibilità si presentano per le situazioni di crisi. Per l’imprenditore non fallibile e il consumatore in buona fede, la possibilità di ottenere l’esdebitazione e cioè la liberazione da tutti i propri debiti, mentre per l’imprenditore fallibile quella di stralciare i propri debiti anche con il Fisco, nonostante la mancata adesione o il dissenso dell’Agenzia delle Entrate e degli Enti previdenziali.

Lo sportello coordinato dall’avvocato Annalisa Carnesecchi e dal dottore commercialista Francesco Rossi, è aperto a tutti, ed offre agli interessati una prima consulenza gratuita, previo appuntamento. Per info, contattare Confcommercio Provincia di Pisa, telefono 050/25196 indirizzo mail info@confcommerciopisa.it

Un webinar sul tema della crisi di impresa, del ciclo di incontri PiC Professioni in connessione è in programma mercoledì 7 luglio alle ore 14.30 in diretta sulla pagina facebook Confcommercio Provincia di Pisa.

“Stiamo anticipando i tempi rispetto all’entrata in vigore della normativa, ma proprio per questo volgiamo essere i precursori, aiutando gli imprenditori a uscire vincenti dalla crisi grazie all’aiuto di esperti professionisti, e prima che sia troppo tardi” – dichiara il presidente di Confcommercio Stefano Maestri Accesi – che invita tutti al webinar in programma mercoledì 7 luglio: “I nostri consulenti saranno in diretta facebook all’interno di PiC Professionisti in connessione e ci sarà la possibilità di interagire con loro e rivolgere alcune domande”.

“Confcommercio ha messo in piedi un servizio molto utile e apprezzato per quanto ci riguarda” – ha sottolineato il Commissario della CCIAA Valter Tamburini: “Dal 2014 abbiamo istituito l’Occ un organismo per la composizione della crisi OCC e da allora abbiamo registrato 400 casi di sovraindebitamento, 150 procedure avviate, di cui il 20% omologate dal giudice. Ringrazio la Fondazione Pisa che ci ha messo a disposizione un fondo per consentire anche gli incapienti di accedere alla procedura e Confcommercio che ci darà una mano a filtrare coloro i quali si dovranno servire dell’OCC”.

“La forza di questo servizio sarà la sinergia tra i professionisti grazie ad un lavoro a 360 gradi che unisce le competenze legali a quelle contabili, proprio per consentire a coloro che sono in difficoltà di gestire e superare la crisi” – ha spiegato l’avvocato del foro di Pisa Annalisa Carnesecchi che coordinerà lo sportello con il dottore commercialista Francesco Rossi il quale sottolinea come “lo sportello è un nuovo strumento che consente l’esposizione delle proprie difficoltà nella più assoluta riservatezza, ad esperti chiamati ad accompagnare il soggetto in un percorso di soluzione, prima che sia troppo tardi”.

Come Confcommercio vogliamo collaborare con tutti gli Ordini professionali, in una ottica di sistema, e contando sul supporto di professionisti che si mettono a disposizione dell’economia locale, dando consulenza a tutte quelle imprese che purtroppo sono già in crisi, che potrebbero essere in crisi ma ancora non lo sanno, e persino le imprese non in crisi ma che possono monitorare tempestivamente la soluzione” – ha concluso il direttore di Confcommercio Federico Pieragnoli.

Lo scenario – In una recente rilevazione Istat, ben il 56% delle imprese toscane aveva evidenziato, tra i principali effetti dell’emergenza sanitaria previsti sulla propria impresa fino alla fine del 2020, la mancanza di liquidità, mostrando livelli più alti della media italiana (51%). Per una quota alta di imprese toscane la pandemia sembra essere arrivata in un momento in cui le difficoltà finanziarie già esistevano. Crollo delle entrate e accensione di nuovi debiti, con il ricorso agli strumenti di garanzia per ulteriori prestiti da parte delle banche, che per la maggior parte delle imprese sono indirizzati al consolidamento di preesistenti difficoltà di liquidità, sono una miscela esplosiva per la tenuta di quelle aziende che non riusciranno a cogliere al più presto le opportunità attese da una ripresa della domanda. Oltre che per i comparti legati al turismo, gli effetti negativi potrebbero manifestarsi per il Made in Italy–soprattutto la moda–che ha risentito più di altri del forte calo dei consumi e delle incertezze produttive, in ragione della forte stagionalità dei beni prodotti. Come riporta uno studio dell’Irpet, il 44% delle imprese toscane manifesta preoccupazione per la riduzione della domanda nazionale nel corso del 2021, il 35% dichiara di avere seri problemi di liquidità e il 32% teme rischi operativi e di sostenibilità dell’attività.