Lo sfratto del circolo Agorà di via Bovio è un fatto che manifesta un fenomeno ben più grande e sul quale dovremmo riflettere tutti: la fragilità di luoghi migliori delle nostre città.

I circoli culturali, ricreativi e di promozione sociale sono stati fra le realtà più colpite dalla pandemia. Quando, come nel caso dell’Agorà, alle difficoltà legate alle chiusure forzate si uniscono anche i mancati accordi con la proprietà dell’immobile, il rischio della mancata ripresa delle attività diventa reale.

Non si tratta solo della chiusura di un luogo. Intorno a quel luogo dal ’94 si svolge una parte importante della vita culturale della città: una piazza aperta e libera – come ricorda il nome stesso – dove alle attività di musica, teatro, cinema e formazione si uniscono le battaglie contro le guerre e al fianco dei diritti dei lavoratori, con l’offerta di servizi ed eventi gratuiti o a prezzi popolari.

Dunque, cultura diffusa, accessibile a tutti, con sportelli al servizio delle fasce più deboli. 

Attività essenziali nella costruzione di una cittadinanza attiva, di una società inclusiva e consapevole, che dovrebbe essere cuore centrale della parola vivibilità e sicurezza, tanto di moda, ma sovente storpiata nel suo significato. 

Il PD cittadino sostiene la mobilitazione del circolo Agorà, perché è da quella mobilitazione che passa l’idea di città che vogliamo tutelare e ricreare.

Oliva Picchi (consigliera comunale PD)

Annalisa Scura (responsabile cultura PD Pisa)